Cresce il fatturato delle collecting societies

Il report di CISAC mostra un incremento a livello globale

Cresce il fatturato delle collecting societies

La Confédération Internationale des Sociétés d'Auteurs et Compositeurs, associazione di categoria internazionale delle società di collecting, ha pubblicato l'annuale Global Collections Report, riepilogo dell'andamento delle attività di raccolta di diritti d'autore a livello mondiale nel 2018: nel corso dell'anno passato le società di collecting hanno visto il proprio volume d'affari crescere dello 0,9 rispetto all'anno precedente, generando globalmente revenue per 9,65 miliardi di euro.

A trainare il comparto resta il settore radiofonico e televisivo (39,2%, 3,7 miliardi), seguito da attività dal vivo (28,6%, 2,7 miliardi), digitale (17%, 1,6 miliardi), supporti fisici come Cd e home video (6,8%, 658 milioni) e copia privata (4,6%, 367 milioni). Il settore musicale ha conosciuto un incremento tra il 2017 e il 2018 di 1,8 punti percentuali, generando profitti per 8,4 miliardi: il maggior mercato in questo segmento si è rivelato essere quello statunitense (cresciuto del 2,5%, e che da solo rappresenta il 22,8 del mercato mondiale) seguito da quelli francese (che rispetto al 2017 ha guadagnato 13,6 punti percentuali) e giapponese (+2,6% rispetto all'anno precedente). Dopo quello tedesco e quello inglese, il sesto mercato mondiale per la raccolta di diritti d'autore si è rivelato essere quello italiano: pur avendo fatto segnare una contrazione dell'1,8% rispetto al 2017 - due decimali in più rispetto a quello britannico, in negativo dell'1,2% - il comparto italiano ha generato complessimavemente nel corso dell'anno passato 450 milioni di euro.

Sempre restringendo il campo al settore musicale, a tirare la crescita è il digitale: benché il primato, anche in questo comparto, resti ancora del settore radiotelevisivo (con un totale di quasi 3,3 miliardi di euro di profitti generati nel 2018, in live flessione rispetto al 2016 e 2017), i servizi di streaming negli ultimi cinque anni hanno fatto crescere le revenue del 185%, arrivando a fare segnare nel 2018 un volume d'affari pari a 1,6 miliardi di euro.

Il presidente di SIAE Mogol, in una nota, ha commentato:

"La nostra vita, oggi, è profondamente legata al digitale, e anche la cultura e le opere creative passano attraverso questi strumenti. L’uso che ne facciamo cresce esponenzialmente, a tutte le età e a tutte le latitudini. Mi chiedo come sia possibile che ci siano ancora dubbi sul fatto che l’unica strada percorribile per garantire il diritto degli autori ad un’equa remunerazione sia attuare correttamente la Direttiva Copyright, per la quale SIAE si è sempre battuta e continuerà a battersi anche in futuro. A fronte di una così evidente rivoluzione di usi e costumi che per le grandi piattaforme digitali vale profitti enormi, anche il compenso per il lavoro degli autori deve avere un’adeguata remunerazione. Si può, anzi si deve, e al più presto, fare di più".

In sintonia con Giulio Rapetti è anche Jean-Michel Jarre, alfiere dell'elettronica d'oltralpe e presidente di CISAC:

"Il digitale è il nostro futuro, e i proventi per i creativi crescono a ritmi rapidi, ma il digitale ha anche un ‘lato oscuro’, dovuto a un difetto di fondo nel quadro giuridico, che continua a sottrarre valore al lavoro degli autori. Ecco perché la Direttiva Europea sul Copyright è cruciale per gli autori, ovunque essi siano. La Direttiva ha mandato uno straordinario segnale positivo a tutto il mondo, per stabilire un equilibro tra creatori e piattaforme digitali basato sull’equità".

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