Cesare Basile, il nuovo album: “canto lo stato d’assedio che viviamo”

A quasi tre anni di distanza dal precedente album “U Fujutu su nesci chi fa?” il cantautore siciliano torna con “Cummeddia”

Cesare Basile, il nuovo album: “canto lo stato d’assedio che viviamo”

Cesare Basile continua il suo viaggio, da un punto di vista privilegiato: la sua Sicilia. Un angolo di osservazione che gli consente di mettere a fuoco in modo preciso e anche feroce una società in cui non si è mai rispecchiato, oscura e brutale. A quasi tre anni di distanza dal precedente album “U Fujutu su nesci chi fa?”, il cantautore siciliano dà alla luce “Cummeddia”, che sta presentando in giro per l’Italia. Il 7 novembre sarà allo spazio Germi di Milano.

“È un disco frutto di un lungo laboratorio che abbiamo tenuto al Teatro Coppola di Catania – ricorda l’artista – il punto di partenza è il romanzo “La peste” di Camus. Il disco racconta l’arrivo di questa sciagura, che può essere anche sotto sembianze di una persona, accompagnata dalla sua segretaria, la morte. Si prende il comando della città, esautorando il governo che non vedeva l’ora di sottrarsi alle proprie responsabilità. Una visione non distante dai tempi che stiamo vivendo». “Cummeddia” in siciliano vuole dire cometa o aquilone. “Il passaggio di una cometa è segno infausto, presagio di sventure pubbliche, monito divino, annuncio di peste – continua Basile - la peste stravolge le relazioni umane e determina un nuovo ordine basato sul sospetto, l'accusa, il controllo, la definizione di zone e confini invalicabili. L'ordine è lo stato d’assedio, l’emergenza continua in cui la sospensione delle libertà viene presentata come il prezzo necessario per la sopravvivenza della società. Radicalizzazione del tutti contro tutti per difenderci da tutti, infine da noi stessi. Siamo separati dal mondo e dalle nostre creazioni quotidiane”. Eppure non è un concept. “No, non lo è, ma tutte le anime che popolano l’album sono gli ultimi, quelle fasce che sono costrette a scontrarsi mentre dall’alto vengono costruite a tavolino emergenze strumentali, sono vittime, ma in loro si formano anche i primi aneliti di rivolta – sottolinea Basile – viene costruito un pericolo perché qualcuno possa poi apparire come il risolutore di questo stato di emergenza, che non porta altro che una riduzione dei diritti civili. È questa la peste del disco, è questa la peste che stiamo vivendo e che sta attraversando diversi Paesi del mondo”.

Il lavoro è stato arrangiato dallo stesso Basile, che ha voluto al suo fianco anche Massimo Ferrarotto, Sara Ardizzoni, Vera Di Lecce, Luca Recchia, Hugo Race, Gino Robair, Alfio Antico, tutti musicisti di altissimo spessore capaci di mantenere il giusto equilibrio fra l’anima arcaica e quella più contemporanea dell’album. “È la commistione che ormai da tempo caratterizza il mio lavoro – ricorda Basile – rispetto agli ultimi dischi ho operato in modo più libero, sapevo sin da subito che cosa stessi cercando dal punto di vista sonoro, ero attratto dall’idea di inserire anche dei cori, come fosse una sorta di tragedia greca. I protagonisti del lavoro sono anche gli strumenti: dove finisce la curva dell’antico inizia quella attuale, c’è una continuità, non una cesura”. Anche l’uso del siciliano fa parte della ricerca musicale e cantautorale dell’artista. “Sì, ma non è un fattore identitario – conclude – la lingua è uno scrigno da cui attingere delle sonorità utili a livello compositivo. La Sicilia inoltre mi regala un particolare punto di osservazione della realtà, è come se fosse una barca in movimento che mi fa scoprire sempre nuovi lati di me stesso e di quello che cerco di raccontare con la musica”.

(Claudio Cabona)

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.