John McLaughlin a Milano, la recensione di Riccardo Bertoncelli per Rockol

John McLaughlin è andato in scena per JAZZMI 2019 al Conservatorio di Milano con i suoi 4thDimension: ecco com'è andato il live.
John McLaughlin a Milano, la recensione di Riccardo Bertoncelli per Rockol

Un po' perché è vero e un po' per vezzo, John McLaughlin ama dire che gli anni sono tanti e pesano (77 per la precisione), che ogni disco potrebbe essere l'ultimo, che a ogni show si potrebbe chiudere una portentosa storia più che cinquantennale. Sarà. Però il chitarrista che ieri sera, 2 novembre, abbiamo ammirato al Conservatorio di Milano, nel contesto di JAZZMI 2019, è sembrato integro e voglioso, con un avvenire davanti a sé, non alle spalle. 

L'elegantissimo John, chioma bianca luccicante su completo all black d'alta ordinanza, ha suonato con la proverbiale fluidità e naturalezza, senza sfoggio di pedali o electronic devices, governando democraticamente il team di eccellenti musicisti con cui gira da anni: Etienne Mbappé al basso, Ranjit Barot alla batteria, Gary Husband alle tastiere (e batteria, in certi siparietti più di scena che di sostanza). “La più bella band che probabilmente ho avuto in vita mia dopo la Mahavishnu Orchestra”, ha ribadito più volte il maestro, e dice solo il vero: con il puntiglio spesso pittoresco dell'indaffarato Husband, la travolgente versatilità di Etienne Mbappé, bassista con guanti neri, e l'inesausta energia di Ranji Barot, grande sorpresa della serata, batterista con dita d'acciaio e voglia di accompagnarsi con divertenti lallazioni che rivelano le sue origini indiane (in realtà Barot è anche arrangiatore e compositore di colonne sonore, uno dei più notevoli musicisti indiani della sua generazione). Mi soffermo sugli altri perchè su John il venerabile tendo a esagerare. È il mio chitarrista perfetto, per come sa spingere e trattenere, per come sale su altissime nuvole di psico jazz rock per discenderne a tempo con eleganza, abbandonandosi a intense meditazioni che rivelano il suo lato spirituale, oggi come quando, nei '70, si presentava come Mahavishnu John McLaughlin.

I 4thDimension esistono dal 2007 e nei primi tempi hanno cercato, e trovato, un proprio repertorio e una propria voce. Negli ultimi anni McLaughlin ha consentito di visitare le stanze del suo passato, così che oggi un loro show è un mix di questo e quello, di nuovo e storico (rivisitato): brani di formidabile energia (Call And Answer, Hijacked) , dolenti meditazioni sul tempo che viviamo (Gaza City), un omaggio latineggiante all'amico Paco DeLucia (El Hombre Que Sabia), un viaggio nel tempio celeste di Visions Of Emerald Beyond. All'inizio e alla fine, due signatures Mahavishnu che hanno scatenato l'entusiasmo del pubblico: TrilogyYou Know You Know, che oggi McLaughlin usa come base per divertenti citazioni di musica Sixties.

di Riccardo Bertoncelli

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