Suonare la chitarra come Keith Richards? Pare facile. Ecco come fare.

La classe di Keef consiste nel rifuggire i fronzoli, si sa. Nasce da una crisi, da un paio di suggerimenti e si condensa in pochi facili accorgimenti. Interessa? C’è un tutorial…

Suonare la chitarra come Keith Richards? Pare facile. Ecco come fare.

Ma com’è che la maggior parte delle cover band degli Stones toppa? E’ colpa di Keef.

Le rivoluzioni partono sempre dalle piccole cose - meglio: da cose solo apparentemente piccole. Dietro uno dei marchi di fabbrica più inconfondibili della chitarra rock'n'roll di tutti i tempi ci sono sì le influenze dei padri nobili del genere - Chuck Berry, i bluesmen del Delta, i giganti giamaicani della musica in levare - ma anche pochi essenziali accorgimenti tecnici. A prima vista banali, hanno invece reso il sound Keith Richards in tutto e per tutto unico.

Parlando del suono che ha reso il gemello diverso di Mick Jagger una pietra miliare della musica popolare contemporanea, non si può prescindere dalla Micawber, la leggendaria Fender Telecaster del 1953 che Richards iniziò a utilizzare a partire dal 1971, poco prima dell'inizio delle session per il fondamentale "Exile on Main St". Lo strumento, di per sé, ha già una storia da fare tremare i polsi: la sei corde fu regalata a Richards nientemeno che da Eric Clapton, all'epoca impegnato con il super-progetto Derek and the Dominos.

Richards, quella Telecaster, volle farla sua in tutto e per tutto: in primis cambiò i pickup, sostituendo ai single coil "di serie" un humbucker Gibson PAF (ma montandolo al contrario, in modo da invertire i poli magnetici) e - al ponte - un pickup (sempre della Fender) ma per lap steel. A far cantare la Micawber come nessun'altra chitarra aveva cantato prima, tuttavia, sarebbe stato un accorgimento relativo all'accordatura del quale aveva cominciato a prendere nota in un momento di secca della band, plasticamente dimostrato da “Their Satanic Majesty’s Request”, un flop e un brutto album. In quel pre-1968 (l’anno in cui sarebbe uscito “Beggars Banquet”, che diede inizio al magnifico poker proseguito con “Let it bleed”e “Sticky fingers” e terminato con “Exile on Main St.”) Keith tornava alle sue basi, e ristudiava il blues. Si imbattè nelle accordature aperte e l’incontro con Gram Parsons prima e con Ry Cooder poi ne ampliò gli orizzonti. Secondo quest’ultimo, Richards lo copiò. Ma tant’è.

Richards optò per un'accordatura aperta in Sol – la “open G”, ovvero che permetta di suonare un accordo di sol maggiore pizzicando tutte le corde senza intervenire in alcun modo sulla tastiera con la mano sinistra (se siete destri come Keef) - ma senza montare la sesta corda, quella del Mi basso. Sembra complessa, ma l'accordatura servita al chitarrista dei Rolling Stones per sfornare alcuni dei riff più memorabili mai consegnati agli annali è ricreabile in poche mosse, anche su vostro strumento. A meno che Clapton non sia un vostro amico e abbia in previsione di regalarvi una Telecaster anni Cinquanta, prendete la vostra chitarra, togliete la corda più spessa, e abbassate - sempre che stiate usando un'accordatura standard - di un tono la quinta (da la a sol) e la prima (da mi a re). Modello a parte, tra le mani avete tutto quello che aveva Keith Richards a inizio anni Settanta.

Adesso non vi resta che iniziare a suonare. Se siete alle prime armi e volete mettervi velocemente alla prova sui grandi classici usciti dalle dita di Keef, il sito Beginnerguitarhq ha un tutorial - completamente gratuito - che fa al caso vostro: a questo indirizzo troverete oltre che a una guida dettagliata per accordare la vostra chitarra anche una serie di licks - termine inglese che sta a indicare schemi e frasi musicali ricorrenti, elementi divenuti parte indispensabile del bagaglio del musicista dal primissimo blues in poi - e riff ispirati alle più importanti opere di Richards.

Partendo da un disegno piuttosto facile come quello che ha caratterizzato "Honky Tonk Women", la guida accompagna il chitarrista principiante in tutte le sfumature dello stile di Keith Richards, mostrando come - grazie all'accordatura aperta in sol - estensioni particolarmente complicate da eseguire con un'accordatura standard diventino estremamente facili e immediate: dai riff di "Can’t You Hear Me Knocking" e "Midnight Rambler" a quelli di "Brown Sugar" e "Street Fighting Man", le fondamenta sulle quali sono state costruite alcune delle pagine del rock'n'roll più importanti dell'ultimo mezzo secolo non avranno più segreti.

E’ un inno al minimalismo, ai limiti cercati per sprigionare la classe. Per la quale, al momento, non abbiamo reperito un tutorial.

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