NUOVOIMAIE, 'Direttiva copyright, obiettivo 2020': la sintesi video della convention

Lo scorso 23 ottobre, all'Auditorium Parco della Musica di Roma, il mondo del cinema si è confrontato sul valore e sui diritti della filiera creativa ai tempi della rivoluzione digitale globale

NUOVOIMAIE, 'Direttiva copyright, obiettivo 2020': la sintesi video della convention

Qual è il valore effettivo della filiera che trasforma l'idea in un film di successo? Quale contropartita viene offerta al comparto cinematografico - composto da autori, registi e attori, ma anche da tecnici, operai e impiegati - dalle grandi multinazionali digitali che distribuiscono su smartphone, tablet e smart-TV le pellicole?

Di questo e altro si è parlato lo scorso 23 ottobre all'Auditorium Parco della Musica di Roma, dove i principali attori della filiera del mondo della settima arte si sono seduti al tavolo insieme al presidente di NUOVOIMAIE Andrea Miccichè: il presidente di Confindustria Digitale Cesare Avenia, il Public Policy Manager di Google Enrico Bellini, il direttore generale di SIAE Gaetano Blandini, il direttore di Luiss Business School Paolo Boccardelli, il presidente di APA Giancarlo Leone, la produttrice televisiva Simona Ercolani, la consigliere di amministrazione di Mediaset Gina Nieri e l'attore Nicolas Vaporidis si sono confrontati per individuare le criticità di un sistema complesso e in continua evoluzione e per trovare nuovo prospettive che assegnino alla filiera creativa il giusto valore, garantendo al pubblico un'offerta sempre più valida e di spessore.

"La direttiva europea sul copyright riguarda essenzialmente la circolazione dei beni", ha spiegato, in apertura dei lavori, il presidente Miccichè: "Sulla Rete stabilire la responsabilità civile della circolazione di un bene e più complessa rispetto ai vettori tradizionali. Le disposizioni emanate vent'anni fa non prevedevano per gli hosting provider il ruolo di sorveglianza dei beni fatti circolare: poi, però, il mondo digitale è cambiato, e la nuova direttiva sul diritto d'autore approvata dal parlamento europeo asseconda questo cambiamento. Le novità più importanti della direttiva sono tre: la prima è che il prestatore di servizio sul Web effettua un atto di comunicazione al pubblico, così come fanno le TV e gli altri media tradizionali. E, così come la TV e gli altri media, è responsabile in sede civile di quello che comunica. La seconda è che per diffondere materiale coperto da diritto d'autore è necessario ottenere le dovute autorizzazioni sotto forma di accordi di licenza. La terza, giuridicamente più importante, è che il prestatore di servizio è sempre responsabile di eventuali contenuti illegali diffusi, e che in sede legale l'onore della prova spetta al prestatore di servizio. Questa nuova normativa non va a colpire l'utente, che è sempre 'coperto' dagli accordi di licenza, e le start-up o le piccole realtà imprenditoriali, ma le grandi piattaforme".

"La ricchezza delle quattro aziende con maggior capitalizzazione al mondo passa da chi crea i contenuti", ha precisato Vaporidis: "Con NUOVOIMAIE abbiamo calcolato che i circa venti film che ho fatto hanno generato circa quindici milioni e mezzo di visualizzazioni su YouTube. Se ogni view avesse generato un centesimo di euro, l'insieme dei passaggi avrebbe generato 125mila euro. Con mezzo centesimo a view, il totale delle visualizzazioni avrebbe maturato 75mila euro. Pensando a queste cifre, però, non dovete pensare a me, ma a tutta la filiera professionale che c'è dietro la realizzazione dei film le cui clip sono finite su YouTube. Parlo di operai, tecnici, e di tutte le altre figure professionali che avrebbero potuto beneficiare di questi soldi. C'è stata, negli ultimi anni, un crescita tecnologica, che però non si è tradotta in crescita economica della filiera creativa: questo fenomeno è direttamente connesso all'impoverimento della qualità. Il rischio, per il futuro, è che la qualità nei prodotti creativi possa essere confinata solo nelle formule premium, cioé a pagamento, e non in quelle a libero accesso. Quello che noi attori vorremmo è che i big del Web vedessero in noi dei partner commerciali, oltre che alleati nella crescita rivolta alla qualità. Perché io e tutto il personale impiegato nella realizzazione dei film che hanno totalizzato 15 milioni e mezzo di visualizzazione su YouTube da quei 15 milioni e mezzo di views non abbiamo visto un centesimo, ma mi piacerebbe sapere quanto YouTube ha guadagnato con le pubblicità poste in apertura e in coda di quei 15 milioni e mezzo di filmati".

"E' imprescindibile una forma di collaborazione tra le parti, tutti gli attori in gioco - filiera creativa, distributori e società informatica - sono interessati nell'arricchimento dell'offerta a beneficio dell'utente", ha concluso il presidente di NUOVOIMAIE Andrea Miccichè: "Durante questo incontro è stato giustamente evidenziato il rischio di colonizzazione culturale, che diventa concreto quando le piattaforme produttrici di contenuti creativi sono multinazionali: è necessario valorizzare le produzioni nazionali, in ogni singolo paese, perché altrimenti la cultura internazionale sarà sempre più allineata e livellata, e a livellarla sarà inevitabilmente il più forte. L'unico strumento per scongiurare questo rischio è il dialogo, e noi - che di mestiere facciamo gli intermediari - abbiamo per primi il dovere di cercare il dialogo tra filiera creativa e grandi piattaforme".

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE.

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