Robert Plant: 'Per 'Led Zeppelin IV' eravamo come gli Spinal Tap'

Il frontman della band di 'Stairway to Heaven' rievoca la pubblicazione del quarto disco del gruppo: 'All'epoca eravamo davvero famosi, e...'

Robert Plant: 'Per 'Led Zeppelin IV' eravamo come gli Spinal Tap'

Intervistato da Matt Everett per il podcast Digging Deep, l'ex frontman dei Led Zeppelin Robert Plant ha ricordato il periodo immediatamente precendente la pubblicazione del quarto album del suo vecchio gruppo, passato alla storia come uno degli episodi più riusciti nella carriera della band un tempo condivisa con Jimmy Page, John Paul Jones e John Bonham nel quale è inclusa la pietra miliare "Stairway to Heaven".

"A quei tempi i Led Zeppelin erano in cima al mondo", ha ricordato il cantante: "Eravamo diventati una specie di Spinal Tap [parodia di rock band divenuta celebre grazie al mockumentary del 1984 diretto da Rob Reiner "This Is Spinal Tap"], dove poteva capitarti di avere un disco pronto e di non poterlo pubblicare perché non avevi ancora trovato l'artwork giusto per la copertina".

A proposito della copertina: il quarto disco dei Led Zeppelin è passato alla storia come "The Four Symbols", proprio per l'assenza, sulla confezione, del titolo, sostituito dai simboli scelti dai vari elementi del gruppo per rappresentarsi.

"Mettere il titolo sulla copertina? Stai scherzando?", ha scherzato Plant con Everett: "Sarebbe stato così commerciale. Ma, ovviamente, volevamo che tutti sapessero che fosse un nostro disco, che lo comprassero, lo vendessero, lo odiassero, lo amassero e tutto il resto. Così, beh, non saprei come chiamarlo. Ogni tanto lo chiamano 'The Four Symbols'".

Nel disco è presente anche il brano "The Battle of Evermore", ispirato agli Zeppelin da esponenti di spicco della scena folk britannica come Fairport Convention e Strawbs, e alla quale ha contribuito come ospite la stessa Sandy Denny dei Fairport Convention: "Siamo stati un gruppo fortunato per avere a disposizione una tale varietà di influenze nello stile di suonare di ognuno di noi", ha spiegato Plant, "'The Battle of Evermore' anche solo come pezzo strumentale era molto bello. Aveva un'essenza araldica, la capacità di far sentire le persone parte di qualcosa. Di evocare una mentalità, in un certo senso". 

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