Noel Gallagher: 'I team di autori di canzoni sono la morte dell'arte'

L'ex mente musicale degli Oasis si scaglia contro i professionisti della hit: 'Ormai è il business decidere la direzione dell'arte'
Noel Gallagher: 'I team di autori di canzoni sono la morte dell'arte'

Le vette delle classifiche mondiali, si sa, sono ormai appannaggio di vere e proprie squadre di produttori che cuciono le hit addosso agli interpreti: non è un caso, infatti, che secondo una recente ricerca condotta da MusicWeek una media di 5,34 autori abbia cofirmato i cento singoli più venduti nel corso del 2018 nel Regno Unito. In uno scenario del genere, l'ex principale autore degli Oasis rappresenta un'eccezione: Noel Gallagher, infatti, è l'unico autore singolo a poter vantare tre album in testa alle classifiche d'oltremanica negli ultimi anni - il suo disco di debutto da solista del 2011, "Chasing Yesterday" del 2015 e "Who Built The Moon?" del 2017.

L'artista di Manchester - che già al proposito, in passato, era stato piuttosto esplicito, criticando il fratello Liam per aver scelto di farsi coadiuvare in fase di scrittura dei suoi brani da solista - è tornato a esprimersi sull'argomento nel corso di un'intervista rilasciata proprio a MusicWeek.

"E' una roba che non capisco", ha spiegato Gallagher: "Ma quella merda da major funziona così: due tizi fanno il beat, un altro tizio fa la melodia, poi un altro ancora fa questo e un altro fa quello. In un certo senso è la morte dell'arte, perché così spariscono gli artisti: ci sono solo autori e interpreti. La situazione è chiara: o sei un artista, o sei un prodotto".

"Sono fiero di essere uno degli ultimi di una specie in estinzione", ha continuato la penna di "Don't Look Back in Anger": "Cinque persone che scrivono una canzone insieme? Se lo fanno, dovrebbero essere in un gruppo. Ecco perché le band stanno scomparendo".

"Oggi c'è una mentalità diversa in discografia, rispetto al passato", ha proseguito Gallagher: "E' tutto in funzione dei numeri. Ormai è il business a decidere dove deve andare l'arte. Per dire, un mio amico mi ha fatto avere delle demo di uno dei suoi figli. E' un bravo ragazzo, scrive delle buone melodie, così le ho passate a un discografico che l'ha messo sotto contratto. Allora gli ho detto: 'Amico, ti darò solo un consiglio: quando andrai a parlare con i tizi dell'etichetta, loro ti diranno 'Cazzo, questa roba è forte... ma non è un singolo. Ecco, questo è il tizio che scriverà il singolo per te'. Gli ho detto di resistere a tutti i costi".

Dall'archivio di Rockol - "Hi, I'm Liam" - il saluto di Noel
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