La prima volta di Daniele Silvestri nei palasport: il racconto del concerto

Parte da Roma la prima tournée del cantautore nei palasport: un modo per festeggiare i suoi primi venticinque anni di carriera, lasciando però ben poco spazio alla mitizzazione.

La prima volta di Daniele Silvestri nei palasport: il racconto del concerto

Un viaggio dentro la storia di uno dei protagonisti del cantautorato italiano dagli anni '90 ad oggi, con lo sguardo concentrato sul presente. Un modo per festeggiare i suoi primi venticinque anni di carriera, lasciando però ben poco spazio alla mitizzazione. Che inevitabilmente c'è, ma è isolata nella seconda parte dello spettacolo. Quello che terrà impegnato Daniele Silvestri fino a fine novembre è un tour importante: per la prima volta in carriera, il cantautore romano porta la sua musica nei palasport. Lo aveva già fatto nel 2014, con gli amici Niccolò Fabi e Max Gazzé: la differenza è che stavolta sul palco c'è solamente lui, che a 51 anni si confronta con una sfida diversa.

Il tour, legato al suo ultimo album di inediti "La terra sotto i piedi", uscito lo scorso maggio, non poteva che partire da Roma (con due date ospitate dal Palazzo dello Sport, ieri sera e oggi), la città dove Silvestri è nato e dove ha cominciato a muovere i suoi primi passi come artista. Dalle jam sessions notturne al Locale di vicolo del Fico, il club dietro piazza Navona che negli anni '90 lanciò - oltre al trio - anche Riccardo Sinigallia, i Tiromancino, Frankie Hi-Nrg e Alex Britti, sono passati quasi trent'anni, e Daniele non è più il ragazzino sbarbatello che a Sanremo mostrava alle telecamere i cartelloni con su scritti i versi della sua canzone: "Ti è venuto in mente che a forza di gridare / hai più di 50 anni, dovresti riposare / e invece ancora col megafono, ma che malinconia", canta in una strofa di "Complimenti ignoranti", rivolgendosi a sé stesso con l'ironia che da sempre lo contraddistingue. Sul palco del palasport capitolino il cantautore racconta quello che è oggi, senza scadere nel facile trionfalismo - che in casi del genere, si sa, è sempre dietro l'angolo: la prima ora è tutta dedicata agli ultimi dischi, da "Qualcosa cambia" (il punto di partenza: "Dicevano che non era possibile / e che lo sforzo sarebbe stato inutile / e invece, eccoci qui") fino ad "Argentovivo" in duetto con Rancore, che chiude la parte iniziale dello show e apre il lungo medley con i pezzi storici.

Il rapper romano, che dopo l'esperienza a Sanremo Silvestri ha scelto come ospite fisso di tutte le date del tour, resta al fianco del cantautore sul palco anche per "Il mio nemico", salvo poi tornare su "Salirò", che ha rielaborato insieme a Daniele inserendoci intermezzi rap: le sue strofe dure, crude e taglienti si sposano bene con il suono corposo della band di Silvestri (ne fanno parte anche i batteristi Fabio Rondanini e il chitarrista Adriano Viterbini, punti di riferimento per la scena romana - e non solo, basti pensare alle loro collaborazioni con Afterhours, Calibro 35 e Tre Allegri Ragazzi Morti) e la sua presenza è sicuramente un valore aggiunto. Su "A me ricordi il mare" arriva anche Andrea Leuzzi, voce degli Otto Ohm, tra le band simbolo della scena indipendente italiana, mentre Caparezza, Manuel Agnelli e Shorty compaiono solamente in video (rispettivamente su "La guerra del sale", "Argentovivo" e "Tempi modesti").

"L'uomo col megafono", "Le cose in comune", "Occhi da orientale", "Monetine", "L'amore non esiste", "Gino e l'Alfetta", "Salirò": la parte centrale del concerto è una sorta di best of che vede Silvestri ripercorrere in ordine cronologico la sua carriera. È così fino alla sintesi finale, in cui il passato e il presente s'incontrano. Come a dire che sì, saranno pure passati quasi trent'anni, ma il megafono è sempre lì: e a quanto pare, funziona ancora.

(di Mattia Marzi)

SCALETTA:
"Qualcosa cambia"
"Marzo 3039"
"Complimenti ignoranti"
"Concime"
"Scusate se non piango/Manifesto"
"Tutti matti"
"Precario è il mondo"
"L'appello"
"La guerra del sale"
"Argentovivo"
"Il mio nemico"
"Arlecchino" (solo Rancore)
"Dove sei"
"L'uomo col megafono/Le cose in comune"
"Hold me/Strade di Francia"
"Desaparecido"
"Occhi da orientale"
"1000 euro al mese"
"A me ricordi il mare"
"Monetine"
"Acqua stagnante"
"L'amore non esiste"
"La mia casa"
"La vita splendida del capitano"
"Tempi modesti"
"Gino e l'Alfetta"
"Salirò"
"Le navi/A bocca chiusa"
"Prima che"
"La paranza"
"Testardo"
"Cohiba"
"Alla fine"

Dall'archivio di Rockol - racconta "Argentovivo", la sua canzone in gara a Sanremo 2019 con Rancore
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