CCCP, quel live a Rai 2 che ancora oggi ci lascia a bocca aperta

Nel 1988 il gruppo di Ferretti e Zamboni tenne banco per quasi venti minuti sul secondo canale del servizio pubblico, a DOC, per un set memorabile che nessun direttore di rete, oggi, si sognerebbe mai di mandare in onda...

CCCP, quel live a Rai 2 che ancora oggi ci lascia a bocca aperta

"D.O.C." è stato un programma che non ha bisogno di presentazioni: Renzo Arbore, Gegè Telesforo e Monica Nannini tra il 1987 e il 1989 furono i padroni di casa di uno studio - il mitico Uno della sede Rai di via Teulada - che vide passare sotto i propri riflettori artisti come Chet Baker, James Brown, Joe Cocker, Manhattan Transfer, Dizzy Gillespie, Jorma Kaukonen, Solomon Burke, Rufus Thomas, Miles Davis e moltissimi altri, portando sui piccoli schermi pomeridiani alla fine del decennio da bere, sul secondo canale del servizio pubblico, il meglio della musica italiana e internazionale all'epoca disponibile. Un esperimento apprezzato, studiato, diventato addirittura titolare di un interessante e doveroso spin off discografico ma che, purtroppo, i vertici di viale Mazzini decisero di non replicare.

Tra gli artisti italiani chiamati nel corso del biennio come ospiti della trasmissione, accanto a figure istituzionali come Ivano Fossati, Fiorella Mannoia, Francesco De Gregori, Luca Carboni e Lucio Dalla, il 21 marzo del 1988  furono invitati i CCCP: il gruppo di Ferretti e Zamboni, pur essendo tecnicamente una band major in virtù del contratto siglato con la Virgin un anno prima alla vigilia della pubblicazione di "Socialismo e barbarie", portò nelle case dei telespettatori uno show tutto meno che canonico, anche secondo gli standard - incredibilmente aperti - di Arbore e dei suoi.

I CCCP non "occuparono" gli spazi tradizionalmente concessi in apertura e in chiusura del programma per le esibizioni dal vivo ma optarono per un unico "blocco" nel bel mezzo della trasmissione. "Abbiamo scelto di avere un piccolo spazio, questo palcoscenico che ci arrangiamo a usare", spiegò Ferretti alla Nannini, "Noi abbiamo un ballerino e una ballerina [Fatur e Annarella], da questo punto di vista siamo una formazione composita. Abbiamo chiesto di avere un blocco di canzoni in modo da dimostrare quella che è la varietà e quella che noi crediamo essere la varietà dei CCCP".

Il resto è storia, che se non conoscete potete rivivere nei due frame qui sopra: nel pomeriggio del telespettatore della TV di stato fece irruzione il balletto dadaista della sobrette del popolo sulla furiosa "Live in Punkow", alla quale fecero seguito "CCCP" le (allora) nuovissime "Per me lo so", "Rozzemilia" e "Tu menti", posta in chiusura dopo "Oh battagliero", che nella prima edizione di "Socialismo e barbarie" venne inserita solo come bonus track nella versione in CD.

Qualche mese prima i CCCP furono ospiti di un'altra trasmissione della seconda rete Rai, "Giallo", programma ideato e presentato da Enzo Tortora che vide Ferretti e soci venire intervistati dal maestro italiano dell'horror Dario Argento, prestigiosa spalla del conduttore genovese per quella che fu la sua ultima, dolorosa esperienza televisiva.

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