Bruce Springsteen, le differenze tra “Western Stars" e la nuova versione "Songs From The Film”

Abbiamo messo uno a fianco all'altro i due dischi del Boss: al di là delle canzoni, cos'hanno in comune e cosa è diverso?

Bruce Springsteen, le differenze tra “Western Stars" e la nuova versione "Songs From The Film”

Il 25 ottobre è uscito "Western Stars - Songs From The Film", il nuovo album del Boss: si tratta della versione dal vivo del disco uscito lo scorso giugno e dedicato al pop-rock orchestrale californiano degli anni '60-'70. L'album è la colonna sonora del film che Bruce ha diretto assieme a Thom Zimny, in cui il disco viene eseguito nel fienile del suo ranch in New Jersey, assieme al racconto delle origini delle canzoni.
Ma è anche molto di più: ecco cinque motivi per ascoltarlo, anche se non siete dei fan, e le differenze tra le due versioni.

  1. È inciso dal vivo - e dal vivo il Boss...
     Springsteen ha messo assieme 30 musicisti, radunati nel fienile della propria tenuta. Pochi nomi noti: Patti Scialfa, Soozie Tyrell e Charlie Giordano sono gli unici membri della E Street Band. Ci sono fiati, archi, cori, e anche la sezione ritmica è completamente nuova: Gunnar Olsen alla batteria e  Kaveh Rastegar a basso, a cui si aggiungono chitarra (Marc Muller) e tastiere. Il risultato è un suono ancora più arioso della versione originale, e per certi versi più "vero".
  2. La voce di Bruce
    Un po’ più roca rispetto a quella della versione di studi. Non così vissuta come quella di “Springsteen on Broadway”, ma che gioca un po’ di più sull’interpretazione di pancia, e meno sulla pulizia dei dettagli.
  3. Il pianoforte
    E' suonato da Charlie Giordano, che è una delle sorprese del disco. Di solito suona l’organo, qua si occupa del piano, aggiungendo un suo tocco personale diverso da quello di Roy Bittan - ma davvero notevole: l’assolo sul finale di “The wayfarer” - assente nel disco-  è da brividi.
  4. Immaginarsi qual di queste canzoni verranno suonate con la E Street Band
    Una bella domanda: il prossimo tour non avrà la sezione d'archi, ed è una sfida immaginare questi brani "denudati". La scelta più ovvia è la "party song" "Sleepy's Joe café", e probabilmente anche "Tucson train", che ha già un suono simile alla E Street Band. Ma anche "Western stars"...
  5. La cover finale: "Rhinestone Cowboy"
    Un classico - reso famoso da Glen Campbell che lo portò al 1° posto in classifica nel ’75 - che Springsteen indossa come se fosse suo: parla di scappare da Broadway per ritrovare se stessi, e segna la continuità tra i due progetti e tra “Western stars” e le sue radici. Qua ne raccontiamo la storia
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