Yorke, Eno, Byrne e gli altri: 'Non ci fermerete chiamandoci ipocriti perché ambientalisti'

Le star del rock rispondo a chi le accusa di predicare bene e razzolare male: il sito di Extinction Rebellion ospita una lettera aperta indirizza alla stampa che li accusa di lottare contro i cambiamenti climatici dall'alto dei propri agi

Yorke, Eno, Byrne e gli altri: 'Non ci fermerete chiamandoci ipocriti perché ambientalisti'

Il frontman dei Radiohead Thom Yorke (che, tra le altre cose, si era già espresso al proposito), Brian Eno, David Byrne, Robert Del Naja dei Massive Attack, il già leader dei Pulp Jarvis Cocker, Lily Allen, Warren Ellis (già a capo dei Dirty Three, ora stabilmente nei Bad Seeds di Nick Cave), la Spice Girl Mel B, Jon Hopkins e Jason Pierce degli Spiritualized sono solo alcune delle personalità di spicco del panorama pop/rock internazionale che hanno affidato al sito di Extinction Rebellion - il movimento internazionale per la lotta ai cambiamenti climatici al quale l'ex frontman dei R.E.M. Michael Stipe devolverà i proventi dalle vendite del suo singolo solista - una lettera aperta indirizzata alla stampa che li critica per la propria adesione ai movimenti ambientalisti.

La stampa - in genere, quella di indirizzo conservatrice - ha più volte criticato l'impegno ecologista degli artisti di spicco, accusando cantanti e musicisti di promuovere condotte ecosostenibili pur arricchendosi con un'attività che il più delle volte non rispetta in tutto e per tutto i dettami "green" propugnati pubblicamente.

"Cari giornalisti che ci chiamate ipocriti: avete ragione", recita l'incipit della missiva, nella quale si spiega come anche l'industria dello spettacolo, radicalmente basata sui combustibili fossili, debba necessariamente essere protagonista - come tutti gli altri settori - di un "cambiamento sistemico", senza il quale "il nostro stile di vita continuerà a causare danni al clima e all'ecosistema".

"Gli articoli che scrivete chiamandoci ipocriti non ci ridurranno al silenzio", prosegue la lettera: "Invitiamo tutti a unirsi a noi, a superare la paura, e a utilizzare le proprie voci per fare da cassa di risonanza a quella che è la realtà. (...) Migliaia di persone normali stanno rischiando la propria libertà nel prendere parte ad azioni di disobbedienza civile non violenta: il loro coraggio ci ispira a continuare a parlare e a unirci alla loro causa. Preghiamo tutti voi di fare lo stesso".

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