Bob Dylan, la storia di "Infidels"

Torna il classico di Dylan: "Infidels" è in vinile in edicola dal 1° ottobre, nella collana "Bob Dylan Vinyl Collection" di DeAgostini

Il ritorno di Dylan alla musica laica viene salutato dai fan con entusiasmo. Amore, perdita e la giusta dose di critica sociale, contro gli equilibri della geopolitica moderna, sono di nuovo le tematiche fondanti del disco, ma l’album ha un sapore nuovo, in un perfetto stile heartland rock, anche grazie alla partecipazione, come coproduttore e chitarrista, di Mark Knopfler, il frontman dei Dire Straits.

La traccia di apertura, Jokerman, è una riflessione sulla religione, ricca di riferimenti biblici. Tuttavia, Dylan sembra prendere le distanze dalla fede che ispirò gli album precedenti. Molti identificano il protagonista della canzone proprio con la figura di Gesù Cristo, ma il bardo di Duluth non affronta l’argomento da uomo di fede e ne dà un’interpretazione in qualche modo più umana che divina.

Perché quello che ritroviamo in Infidels è un Dylan disilluso, che racconta un’umanità spietata e violenta, mossa esclusivamente da interessi di tipo economico e da un opportunismo di fondo.
Ecco spiegato, quindi, anche un brano come License to Kill, in cui emerge tutto il suo scetticismo verso il programma spaziale americano.

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