"Quello che posso dire è che mi piace scrivere di esperienze reali, che mi riguardano direttamente, e lo faccio cercando di essere onesta con me stessa e con gli altri con i quali cerco di rimanere sempre in contatto. Altri forse si applicano a raccontare cosa credono di essere, io voglio essere solo Lauryn Hill, non una superstar".
È noto il suo giudizio positivo sul ruolo svolto da Malcom X. Cosa rimane oggi del "black power"?
"L'esempio di Malcom X ha un'importanza fondamentale. Ma la definizione "black power" ha assunto una connotazione negativa. Io credo che sia sbagliato considerarlo solo violenza. Chiamiamolo pure "black spirituality", perché la cosa di cui si parla è dare ai neri le stesse opportunità dei bianchi ed essere solidali tra noi neri, dimostrare ai ragazzi che la forza non sta nel kung fu ma nello spirito di appartenenza alla comunità"».
« Per capire che la donna è molto più che concreta basta ascoltarla mentre risponde alle domande. Con un look perfetto dove niente è lasciato al caso (occhiali, anello, camicetta sono dello stesso tono di verde) miss Hill ci spiega che per lei, compagna di Steve Marley, uno dei figli del grande Bob, il salto di qualità è avvenuto gradatamente. "Non mi sono montata la testa - spiega con il tono pacato di chi ce l'ha fatta - e poi sono ridiventata madre per la seconda volta solo due mesi fa. Non ho avuto modo di concentrarmi solo sul lavoro. Anzi 'The miseducation...' è passato in secondo piano da quando nella mia vita è entrata Sela (nel mio cuore ho già una canzone per lei). Mi assomiglia come una goccia d'acqua e con suo fratellino Zion che di mesi ne ha sedici, mi riempie la vita più di ogni altra cosa. Uno dei più bei regali che voglio fare a me e a mio marito è il tempo libero. Grazie al tempo che mi darò potrò vedere i miei figli crescere".
E quello di Lauryn gira talmente veloce dall'aver messo in piedi un'associazione senza fini di lucro chiamata "Refugee Camp Youth Project" seguendo l'insegnamento di un personaggio come Malcolm X. Questa organizzazione raccoglie fondi per aiutare i bambini dei quartieri poveri delle città e, come lei stessa ha raccontato, durante il prossimo tour mondiale il RCYP si darà un gran daffare. "Era nata come una piccola idea - dice Lauryn - ma adesso siamo convinti che l'associazione sia diventata talmente grande e il progetto ambizioso, da dover andare avanti anche quando noi non saremo più in classifica"».