Quella volta che Lou Reed spiegò la collaborazione con i Metallica

Nel 2011 il già leader dei Velvet Underground raccontò a Rockol la nascita del suo rapporto con la band di 'Kill'em All', che - discograficamente - si concretizzò nell'album 'Lulu'

Quella volta che Lou Reed spiegò la collaborazione con i Metallica

Solo un grande artista abituato a stupire è capace, all'età di quasi settant'anni, di spiazzare il proprio pubblico a tal punto da attirarsi numerose critiche: successe nel 2011, quando il compianto Lou Reed entrò in studio con i Metallica per le session di registrazione dell'album congiunto "Lulu", uno dei più controversi nella storia sia del già leader Velvet Underground che degli alfieri metal californiani.

Il cantante, autore e performer newyorchese raccontò davanti alle telecamere di Rockol la genesi di una delle collaborazioni più importante nella storia del rock degli ultimi anni: "Ho fatto uno show con loro per la Rock'n'Roll Hall of Fame e ci siamo piaciuti: ho pensato che dovevamo fare qualcosa insieme, per divertirci. Un anno dopo abbiamo fatto in disco insieme, sempre per divertirci. E' stato registrato nel loro studio, in California, 'the Heaquarter'. E' uno studio perfetto, messo in piedi da musicisti per musicisti. Tutto era dal vivo, ci guardavamo in faccia durante le session, tutti suonavano contemporaneamente...". Un approccio vecchio stile... "Di questi tempi, lo chiamerei più un approccio nuovo stile. Non è uno studio in cui tutti stanno in stanze diverse. Non è stato così: stavamo tutti insieme".

"Il lato positivo [della musica digitale] è che si può ascoltare praticamente tutto: cercando, si trova qualsiasi cosa", proseguì la voce di "Sweet Jane": "Però, visto che la qualità sonora non è granché, si può sempre andare in cerca del vinile. Io ascolto musica in entrambi i modi, ma il vinile è 'killer'".

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