NEWS   |   Italia / 19/04/2005

Massimo Zamboni: 'Il mio futuro? Un disco a quattro mani con Nada (e altro)'

Massimo Zamboni: 'Il mio futuro? Un disco a quattro mani con Nada (e altro)'
E' indaffaratissimo, Massimo Zamboni: a poche ore dall'inizio del concerto che lo vedrà, domani al teatro delle Erbe di Milano, protagonista insieme a Nada, l'ex sei corde di CCCP e CSI è impegnatissimo nel finire la stesura di un volume ("Il mio primo dopoguerra", edito prossimamente da Mondadori, che racconterà le visite del musicista a luoghi devastati da conflitti bellici. "Ne sono orgogliosissimo", ammette senza remore l'artista), una colonna sonora e le prove per un tour che lo vedrà, sempre in compagnia della cantante, impegnato sui palchi estivi dello stivale. Nonostante tutto, Massimo è tranquillo, e trova il tempo di stilare un bilancio del primo anno di vita del suo debutto da solista, "Sorella sconfitta": "Sono molto soddisfatto di come sono andate le cose con il mio primo disco 'in proprio'. 'Sorella scofitta' ha conosciuto un successo di pubblico e critica che mai mi sarei aspettato. E poi questa possibilità di portare il mio lavoro in tour mi ha dato nuovi stimoli". Sì, perché - almeno all'inizio - Zamboni si era rassegnato a non portare su un palco il frutto del suo lavoro in sala d'incisione: "Quando finii il disco", racconta il musicista, "Mi trovai a collaborare con 4 voci diverse. Senza un'adeguata produzione non saremmo mai riusciti ad organizzare un tour soddisfacente: i problemi logistici erano troppi. Così pensai di lasciare perdere. Ma tra queste quattro voci c'era anche Nada. Due giorni dopo aver deciso di non fare concerti, lei mi chiamò, proponendomi una sorta di tour 'congiunto': non ci pensai due volte, ed accettai seduta stante". Un entusiasmo, questo, che ha spinto i due artisti oltre la collaborazione dal vivo. "Sì, a parte il concerto - che mi vedrà, con Nada - rielaborare il nostro repertorio in funzione l'uno dell'altra, io e lei abbiamo in progetto un album da scrivere a quattro mani". Qualche dettaglio? "Presto per dirlo", precisa Zamboni: "Però i buoni presupposti ci sono: immagino che inizieremo a lavorarci seriamente dopo la fine del tour estivo". Tornando al passato, non manchiamo di chiedere a Massimo lumi sulla possibile reunion dei CCCP, che qualche giorno fa (vedi News), fu alimentata da non poche voci apparse in Rete. "Fu più di una semplice opportunità", ricorda il chitarrista. "Alberto Campo, curatore del festival di Torino e tra i primi giornalisti ad accorgersi dei CCCP, ci propose di fare un unico concerto-reunion, in occasione della kermesse, per commemorare i venti anni dall'uscita del primo disco del gruppo. Una proposta che da un lato ci ha eccitato tantissimo, e dall'altro ci ha terrorizzato...". Poi, dopo un attimo di riflessione: "Io l'avrei fatto, il concerto. Solo uno, però, perché tra un singolo concerto e due c'è una differenza enorme. Uno l'avrei fatto. Però poi Giovanni (Lindo Ferretti) ritenne di non voler ripetere l'esperienza". E, prima ancora di poter ribattere: "Il perché, ovviamente, dovreste chiederlo a lui".
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