Mina e Fossati, un nuovo album in duo esce il 22 novembre

Undici inediti scritti dal cantautore per la grande cantante interpretati a due voci. 'Nessun musicista sano di mente direbbe no a Mina', dice l'autore di 'Panama'

Mina e Fossati, un nuovo album in duo esce il 22 novembre

Verrà pubblicato il prossimo 22 novembre "Mina e Fossati", album interpretato in duo dalla leggendaria voce di "Mille bolle blu" e dal cantautore di "La mia band suona il rock" che contiene undici inediti registrati in studio scritti appositamente dallo stesso Fossati.

"Dopo otto anni la mia decisione non cambia: non torno a fare dischi né concerti, ma per niente al mondo mi sarei negato la gioia di scrivere questo album.  Nessun musicista sano di mente direbbe no a Mina"

Con queste parole Fossati ha motivato il suo coinvolgimento nel progetto, nonostante il ritiro dalle scene annunciato nell'ottobre del 2011.

Il cantautore genovese aveva già duettato con Mina nel brano "Notturno delle tre", originariamente pubblicato nell'album dello stesso Fossati del 1992 "Lindbergh - Lettere da sopra la pioggia" ma riregistrato come duetto per il disco di Mina del 2002 "Veleno":

Mina, dal canto suo, aveva già interpretato canzoni scritte da Fossati come "Stasera io qui", "Non può morire un’idea", "Cowboys", "Matto" (rimasta però un'outtake dall'album del 1987 "Rane Supreme") e "La casa del serpente".

Sempre nel 2011 il sito ufficiale del Mina Fan Club aveva pubblicato un articolo sul rapporto tra la storica interprete e Fossati, che vi riproponiamo integralmente qui sotto:

Strano rapporto, quello tra Mina e Ivano Fossati. Una grande, grandissima stima reciproca che però – per chissà quale serie di misteriose congiunzioni astrali a sfavore – non si è mai concretizzata in una reale collaborazione. Certo, dal ’78 in poi, le pur saltuarie incursioni dell’Interprete per antonomasia nel repertorio del cantautore genovese non sono mancate, e ogni volta con risultati a dir poco stellari. Ma si è sempre trattato di cover (Stasera io qui, la sconvolgente Non può morire un’idea, l’ermetica Cowboys, l’inedita Matto esclusa da Rane Supreme, La casa del serpente e – buon’ultima – quella Notturno delle tre, con cammeo finale dello stesso Ivano, definita da Gianni Ferrio “Una delle più belle canzoni che io abbia arrangiato per Mina”) e mai di brani composti appositamente per lei. Scritta su misura per Mina fu, a dire il vero, E non finisce mica il cielo. La quale, però, dopo essere vanamente planata negli uffici milanesi della PDU, riprese il volo alla volta di Mimì, che la incise da par suo per il Sanremo del 1982. In seguito, Mina tornò a più riprese a chiedere a Fossati qualche nuova canzone, ma a ostacolare i contatti tra i due ci si mise la continua irreperibilità di lui, sempre in giro per l’Italia tra spettacoli e tournée (“L’unico numero di telefono che abbiamo per rintracciarlo – ci confessò Massimiliano in quei tempi in cui il cellulare era ancora una chimera – è quello di una pizzeria di Genova dove naturalmente non lo troviamo mai…”). 

Di Ivano Fossati è uscito in questi giorni il nuovo album Decadancing – “L’ultimo della mia carriera discografica”, ha annunciato lui, non senza suscitare clamore – e sta anche per approdare in libreria un lussuoso volume biografico. Una pagina del quale è dedicata, guarda caso, proprio a Mina. Grazie all’amico Stefano Crippa de Il Manifesto, che ha letto il libro in anteprima, ve ne anticipiamo alcuni stralci: “La prima volta che l’ho incontrata è stata nel ’78, a Bussoladomani. Temevo che, trovandomi davanti a lei, avrei provato una certa soggezione. E invece conobbi una persona affabile, attenta, entusiasta di fronte a una buona idea da realizzare. Più recentemente – ai tempi di Veleno – ci siamo incontrati una sera a cena a Milano, perché ci era venuta una gran voglia di realizzare un disco insieme dopo che io avevo fatto un piccolo intervento nella sua versione di Notturno delle tre. Ne abbiamo parlato un po’, ma per i miei soliti timori, e anche perché i discografici ci si sono messi come sempre di mezzo, non ne abbiamo fatto nulla. Non me la sentivo. Lei ha compreso benissimo, ma io temevo che a non comprendere sarebbe stato il grande pubblico. L’idea mi sembrava un po’ sbilanciata, non mi dava molta sicurezza. E’ un episodio così surreale che a volte mi sembra di averlo solo immaginato. Qualcuno dovrebbe chiedere a Mina…”.

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