Il giudice del tribunale di Los Angeles George Wu ha rigettato l'istanza di estinzione presentata dal team legale della HBO per chiedere la fine del procedimento nei confronti di "Leaving Neverland", il controverso documentario nel quale Michael Jackson, a quasi dieci anni dalla sua scomparsa, è stato accusato di abusi sessuali su minori.
Il network, lo scorso agosto, aveva chiesto alla corte californiana di chiudere definitivamente la vertenza giudiziaria a carico del proprio lungometraggio appellandosi al Primo Emendamento della Costituzione americana, che garantisce la libertà di espressione: la causa legale era stata intentata dallo staff legale della fondazione intitolata allo scomparso Re del Pop, secondo i quali i contenuti di "Leaving Neverland" violerebbero un accordo di "non diffamazione" stretto tra lo stesso artista e il network nel 1992, nel quadro di un contratto più ampio stipulato per la concessione del materiale audio video al gruppo di una data - quella di Budapest - del Dangerous Tour.
Wu, pur non accogliendo la richiesta della HBO, ha ammesso che ci siano molte probabilità che la sua decisione possa venire ribaltata in sede di appello. Come riferisce Variety, il giudice ha ammesso come il dibattimento ormai sia trasceso dal merito del processo stesso: "Voi siete un grande azienda, loro sono un fondazione molto ricca", avrebbe detto Wu agli avvocati del network, "Questo, ormai, è uno scontro tra titani".