Tiziano Ferro torna alle ballate: l'ascolto del nuovo singolo 'Accetto miracoli'

Dopo l'elettronica di "Buona (Cattiva) sorte", il cantante torna a mostrare il suo lato più sentimentale, melodico e introspettivo.

Tiziano Ferro torna alle ballate: l'ascolto del nuovo singolo 'Accetto miracoli'

Chi dal primo singolo si aspettava una ballata e ascoltando "Buona (Cattiva) sorte" - con tutte quelle batterie elettroniche, quei suoni sintetici e quelle atmosfere quasi techno - aveva storto un po' il naso, in "Accetto miracoli" ritroverà il Tiziano Ferro più romantico e malinconico: la seconda anticipazione di quello che sarà il nuovo album in studio del cantante di Latina, disponibile da domani, venerdì 20 settembre, è una canzone destinata a entrare a far parte dei suoi classici. Ed è esattamente ciò che ci si aspetta da Ferro a ridosso del periodo autunnale: una ballata strappalacrime nel suo stile, interpretata con la sua timbrica calda e intensa.

Se "Buona (Cattiva) sorte" aveva visto il cantante abbandonare le sonorità calde e suonate di "Alla mia età" o "L'amore è una cosa semplice" per tornare a confrontarsi con il mondo sonoro dei suoi esordi, tra soul, r&b ed elettronica, con questa canzone Tiziano Ferro si ricollega proprio a quei dischi, mostrando il suo lato più sentimentale, melodico e introspettivo. "Accetto miracoli" - che dà il titolo all'intero album - è solo l'ultima della serie di ballate che Ferro ha inciso nel corso della sua carriera e che una dopo l'altra, disco dopo disco, sono diventate la sua specialità: da "Imbranato" a "Il mestiere della vita", passando per "Sere nere", "Non me lo so spiegare", "Ed ero contentissimo", "Ti scatterò una foto" e "Il regalo più grande".

Scritta insieme a Giordana Angi, che il pubblico ha imparato a conoscere solamente in tempi recenti grazie alla partecipazione al talent "Amici" ma che il cantante aveva già preso sotto la sua ala protettiva nel 2016, "Accetto miracoli" si apre a più livelli di interpretazione: è tanto una ballata esistenzialista nello stile di "Alla mia età" o "Potremmo ritornare", il racconto di un capitolo che si chiude e un altro che invece è tutto da scrivere, quanto una riflessione su una storia passata che però lascia tracce di sé anche nel presente. "Poche idee io, sempre le stesse / prometto basta promesse / e ho cambiato, e ho cambiato / e anche fosse l'ultima fermata / lascio la mia vita molto meglio di come l'ho trovata", canta Ferro, che racconta la canzone così:

"La canzone prende in esame il rapporto con il proprio destino parlando dell'argomento in maniera aperta, senza una connotazione necessariamente religiosa: a volte dobbiamo essere capaci di consegnarci al nostro destino, senza forzarne l'andamento, e quando ci affidiamo a quello che ognuno chiama come vuole - Dio, Universo, potere superiore - poi le cose vanno molto bene, i miracoli accadono".

La produzione è sempre di Timbaland, che Ferro ha voluto al suo fianco per l'intero album dopo l'interruzione del sodalizio con Michele Canova (che aveva messo mano a tutti i precedenti lavori del cantante): dopo aver impresso il suo - riconoscibile - marchio in "Buona (Cattiva) sorte", qui il produttore americano ha assecondato la vena più intimista di Ferro, limitandosi ad aggiungere giusto qualche leggero beat elettronico nell'arrangiamento, che mette in primo piano il suono del pianoforte e degli archi.

L'album "Accetto miracoli" uscirà il prossimo 22 novembre, a distanza di tre anni dal precedente "Il mestiere della vita": Ferro farà ascoltare le nuove canzoni - e i suoi cavalli di battaglia - nei concerti che nell'estate del 2020 segneranno il suo ritorno negli stadi.

di Mattia Marzi

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