Jonathan Davis e la scena nu-metal: "misogini e teste di c***o opportuniste"

Il frontman dei Korn ha espresso molto chiaramente il suo pensiero sulla scena musicale alla quale furono associati ai loro inizi negli anni novanta.

Jonathan Davis e la scena nu-metal: "misogini e teste di c***o opportuniste"

Tra le band nate dalla scena nu-metal degli anni novanta, i Korn si stanno dimostrando tra i più duraturi, anche alla luce del fatto che è stato pubblicato nei giorni scorsi il loro tredicesimo album, “The Nothing”.

Il frontman della band californiana Jonathan Davis ha concesso una intervista alla rivista britannica NME nella quale ha espresso il suo pensiero sulla scena che poi sarebbe stata etichettata come nu-metal:

“Oddio, quella scena era piena di fighetti misogini e teste di cazzo opportuniste. Il tipo di persone che mi avrebbero bullizzato a scuola se non avessero supportato la mia band ai concerti. Ci siamo confusi con quella roba un po' a causa del modo in cui ci vestivamo. Eravamo un po' hip-hop, ma nei Korn non c'era nulla di veramente hip-hop a parte, in una qual misura, le linee di basso. Non facevamo rap! All'inizio nessuno sapeva cosa fossimo: avremmo suonato con i No Doubt o i Pennywise. Quando la comunità metal ci ha abbracciato ci siamo andati perché ci sembrava di aver trovato una casa. Ma odio pensare che alcune persone sentano il nome Korn e pensino che siamo una band di coglioni, misogini e fottute teste di cazzo macho. Penso che il fatto che siamo ancora qui dica molto al riguardo”.

Nonostante queste sue dichiarazioni, Davis dice che non sente più rabbia o animosità nei confronti degli oppositori della band, avendo ‘lasciato andare quella merda’. Sulla questione Davis dice ancora:

“Ma allora aveva davvero importanza per me. Tutto ciò che abbiamo ottenuto era come un ‘vaffanculo’ alle persone che ci avevano fatto del male. Il tempo ti aiuta a essere saggio”.

Dopo aver parlato della misoginia della scena nu-metal degli anni '90, Davis dice del mondo al giorno d’oggi: 

"C'era molta libertà artistica (una volta), le etichette discografiche avevano soldi e si potevano fare fantastiche cazzate, le band erano ovunque in radio e in TV, tutto sembrava grande, eccitante e fresco, le idee erano ovunque. Non è più così."

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