'Masters Volume 2', ricordando Lucio Battisti: la testimonianza di Renzo Arbore

Un estratto dal booklet della raccolta rimasterizzata a 192KH/24bit che completa l’opera omnia del mito di Poggio Bustone

'Masters Volume 2', ricordando Lucio Battisti: la testimonianza di Renzo Arbore

Nel suo ruolo da king-maker giocato sulla scena pop italiana degli anni Sessanta, Renzo Arbore fece la sua parte nel lancio di Lucio Battisti. Ecco alcuni brani della sua testimonianza raccolta nel booklet originale di “Masters Volume 2” .

“Alla fine degli anni 60 Mogol era molto amico di Alberto Durante, direttore dell’ufficio romano della Ricordi, che abitava sul mio stesso pianerottolo e quando andava a trovarlo mi bussava alla porta per venirmi a raccontare cosa stesse facendo di nuovo. Quando mi portarono '10 ragazze' rimasi perplesso, mi ricordava una versione ballabile accattivante di 'Cuore Matto', ma si intuivano una qualità ed una potenzialità in lui diverse…. Cosi per caso ascoltammo 'Acqua azzurra, acqua chiara' che era la b side, e per me era chiaro che dovesse essere quello il singolo su cui spingere, però loro dicevano che non era abbastanza commerciale e ballabile. Ma a quel tempo non avevamo la competizione di altre radio o tv musicali. Gianni Boncompagni ed io dettavamo legge. Ricordo che aleggiava il termine commerciale inteso in senso negativo, come una soluzione troppo inclini al mercato. Ma al tempo stesso la ricerca musicale tendeva ad assecondare dei canoni precisi che rendevano tutto fruibile”.

“Lui era un grande musicista ed appassionato di musica. Piuttosto timido, non un viveur. Ricordo che dovetti trascinarlo con me ad una festa a casa di Agostina Belli sulla Cassia, io ero con Mariangela Melato e sua sorella e quella sera lui prese la chitarra e mi fece ascoltare 'Io vorrei non vorrei, ma se vuoi' (dall’album 'Il mio canto libero') che ebbe un impatto pazzesco sulla mia vita, visto che fu la colonna sonora del mio fidanzamento con Mariangela”. 

“Lucio fu un vero rivoluzionario per la musica italiana come lo furono i Beatles in Inghilterra. Si ispirava alla musica americana, ma ragionava in termini di giri armonici inusuali che nessuno in Italia aveva mai suonato. Era un grande musicista: una dote, una passione che ho riscontrato solo nel primo Pino Daniele”.

Testo a cura di Paolo Maiorino, estratto tratto da intervista con Renzo Arbore.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
FRANCESCO DE GREGORI
Scopri qui tutti i vinili!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.