Minis al debutto con 'Senza paura': 'Ascoltateci per la musica, non per l'età'

Il chitarrista Zak Loggia parla del primo album del giovanissimo trio torinese, tra slanci ecologisti e richiami al brit rock: 'Il mio sogno? Suonare alla Royal Albert Hall...'

Minis al debutto con 'Senza paura': 'Ascoltateci per la musica, non per l'età'

L'intervista è stata fissata per le 14: impossibile anticiparla, perché Julian e Zak Loggia e Mattia Fratucelli, prima, erano impegnati sui banchi di scuola. Può capitare, a chi scrive di musica, ma in genere incombenze del genere interessano vincitori di concorsi canori o, al massimo, concorrenti di talent show. Invece Minis, almeno per il momento, fanno categoria a sé: innamorati di Jam, Rolling Stones, Kinks e del brit rock dei tempi d'oro in generale, i tre giovanissimi musicisti torinesi hanno pubblicato da pochi giorni per la "rinata" Cramps Records il loro album di debutto, "Senza paura", dopo una gavetta che li ha visti andare più alla conquista dei palchi che dei passaggi televisivi. Palchi che torneranno a essere il loro habitat naturale tra qualche mese, quando la promozione della loro prima fatica in studio entrerà nel vivo occupando gli spazi lasciati liberi tra interrogazioni e compiti in classe.

"Alcune canzoni del disco le avevamo scritte già due anni fa", racconta Zak a proposito della genesi di "Senza paura": "Le prime bozze di linea vocale le abbiamo scritte in inglese, poi abbiamo iniziato a collaborare con Fabio Geda [scrittore torinese, autore di "Nel mare ci sono i coccodrilli", "Se la vita che salvi è la tua" e "Anime scalze"] per i testi. Funziona così: noi gli diamo uno spunto, e lui ci aiuta a svilupparlo. E' una sfida anche per lui, che pur essendo uno scrittore non ha mai scritto testi di canzoni".

Come tanti loro (più o meno) coetanei, i Minis sentono molto la tematica ambientale, affrontata nel brano "Come un satellite": "La protagonista della canzone è la Luna", spiega Zak, "Che dall'alto osserva il nostro pianeta da milioni di anni, e che oggi è testimone dei disastri combinati dall'uomo. Noi giovani non abbiamo colpe, eppure ci troviamo in eredità una situazione gravissima, davanti alla quale è necessario intervenire". Una linea praticamente identica a quella di Greta Thunberg, l'attivista svedese invitata dai 1975 per un cameo sul loro nuovo album: "Con la nostra scuola abbiamo anche preso parte a uno dei Fridays for Future a Torino, è stato molto interessante".

In "Senza paura" ci sono temi importanti come quello della sostenibilità ambientali ma anche tópoi adolescenziali come il rapporto conflittuali con i genitori: è il caso, per esempio, di "Fiato sul collo", "scritta quando ho iniziato le superiori", racconta Zak, "Mia madre aveva iniziato a dirmi di uscire di meno e studiare di più, e io - appunto - sentivo il peso del suo 'fiato sul collo'. Ma aveva ragione, perché poi sono stato bocciato", ride. In "Sale nel caffé" si parla invece del rapporto tra ragazzi e ragazze, anche se l'espressione usata per dare il titolo al brano è nata "dopo un litigio con nostro padre [Julian e Zak sono fratelli, figli del chitarrista degli Statuto Alex Loggia], che ci disse di essere 'acidi come il sale nel caffé'".

La giovanissima età, nel lancio del progetto dei Minis, ha sicuramente giocato a favore del trio, ma - per certi versi - il dato anagrafico può andare stretto, specie se rischia di oscurare, almeno agli occhi del pubblico meno attento e smaliziato, la proposta musicale? "Lo sappiamo che ci chiamano bambini", spiega Zak, molto rilassato, "Ma a noi non importa più di tanto. Anzi, non ci importa affatto. L'unica cosa che vogliamo è che a chi ci ascolta arrivino i messaggi contenuti nelle nostre canzoni".

Questa sera, venerdì 13 settembre, la band sarà di scena a Torino, al Blah Blah, per il primo degli impegni promozionali connessi alla pubblicazione di "Senza paura", al quale ne seguiranno altri fino alla partenza del tour vero e proprio, al momento in via di definizione ma comunque fissato per la prima metà del prossimo anno. Per uno studente delle superiori appassionato di musica si potrebbe parlare, letteralmente, di un sogno che diventà realtà. "In effetti sì", riflette Zak, "Ma parlando di concerti da fare, un sogno vero ce l'ho: suonare alla Royal Albert Hall di Londra...".

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