Deezer è pronta a sperimentare un sistema di pagamento orientato all’utente

Il sistema UCPS prevede che la cifra mensile pagata in abbonamento dagli utenti di Deezer venga distribuita solo tra gli artisti che sono stati effettivamente ascoltati dal singolo utilizzatore iscritto alla piattaforma.

Deezer è pronta a sperimentare un sistema di pagamento orientato all’utente

Deezer, la piattaforma streaming nata nel 2007, si sta preparando a lanciare un nuovo sistema di pagamento, comunemente raccolto sotto la sigla UCPS, che prevede che la cifra mensile pagata dagli utenti del servizio venga distribuita solo tra gli artisti che sono stati effettivamente ascoltati dall’utente che sottoscrive l’abbonamento. Al momento, invece, il denaro guadagnato da Deezer grazie a chi usufruisce del servizio viene distribuito agli artisti in base a una media degli ascolti di tutti gli utenti. Dopo diverso tempo – il dibattito si è aperto nel 2017 - che i vertici del gruppo francese stanno vagliando l’ipotesi e consultando le etichette in merito, Deezer spera ora, scrive MusicAlly, di iniziare a sperimentare un primo lancio pilota del nuovo sistema orientato all’utente all’inizio del 2020, a partire dal mercato francese.

Ma a chi gioverebbe il nuovo sistema e a chi no? Una prima risposta l’ha fornita il CEO di Deezer Hans-Holger Albrecht, che intervistato quest’anno da Music Ally ha così chiarito i benefici del sistema UCPS: “Abbiamo fatto un calcolo e questo porterebbe giovamento agli artisti di media grandezza, agli artisti più piccoli e ai nuovi artisti dando loro una buona opportunità”. Sul fronte utenti, invece, la piattaforma sta mettendo a disposizione degli strumenti che permettono loro di calcolare quanto del denaro versato a Deezer finisca effettivamente nelle tasche degli artisti che l’utente ascolta e in che misura questo cambierebbe con il nuovo sistema di pagamento. Per quanto riguarda, infine, le etichette, la settimana scorsa Deezer ha fatto sapere in una conferenza stampa che il progetto avrebbe dalla sua 40 etichette, “inclusa la maggior parte delle etichette francesi”, che già avrebbero dato il loro supporto al nuovo sistema: nelle slide di presentazione mancavano, però, diverse indipendenti e, su tutte, le tre major. Poco male, perché al momento i vertici di Deezer sembrano intenzionati a continuare a insistere su questa linea: “Ci sta molto a cuore. Non abbiamo mai usato un martello per trasmetterlo, abbiamo cercato di convincere tutti nel mondo dell’industria che è un miglioramento e qualcosa che vale la pena provare”, ha fatto sapere Alexander Holland, a capo delle divisione strategica di Deezer.

Ricordiamo che, come riferisce Music Ally, il lancio pilota del sistema UCPS riguarderebbe solo le royalties dei diritti della musica incisa e non quelle legate alle edizioni e alle società di collecting.

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