Quella volta che Mike Bongiorno spiegò ai Depeche Mode il significato del loro nome

Nel loro primo, mitico passaggio promozionale in una trasmissione televisiva italiana Dave Gahan e compagni furono i protagonisti di un'intervista cult in compagnia di una colonna della televisione tricolore: ecco il video

Quella volta che Mike Bongiorno spiegò ai Depeche Mode il significato del loro nome

Benché la fama mondiale - diciamo, quella acquisita da "Violator" del '90 in poi - non fosse esattamente dietro l'angolo, nel 1983 i Depeche Mode erano già dei sorvegliati speciali dall'industria discografica e dagli appassionati: Dave Gahan e soci, per promuovere la loro terza prova in studio - "Construction Time Again", appunto del 1983 - vennero spediti in giro per il Vecchio Continente a fare un po' di promozione dalla loro casa discografica, e nell'itinerario delle ospitate elaborato dalla Mute per spingere la pubblicazione ne fu fissata una anche in Italia.

L'onore di accogliere la band che di lì a sette anni avrebbe conquistato il mondo con "Personal Jesus" toccò a Superflash, gioco a premi condotto da Mike Bongiorno in onda sull'epoca neonata Canale 5 il giovedì, in prima serata. Il canovaccio della comparsata rispettava quello che ancora oggi rappresenta lo standard, in materia di passaggi televisivi di artisti musicali: breve presentazione del padrone di casa, esecuzione (all'epoca, in playback) di un brano incluso nell'album appena pubblicato (nel caso specifico "Everything Counts") e sintetica intervista con il conduttore. Niente di nuovo, insomma.

Mike Bongiorno, che già all'epoca aveva fatto la storia della televisione e dello spettacolo ma che era lontano anni luce dall'universo del gruppo, pur restando molto professionale non rinunciò al guizzo personale: dopo aver chiesto ai quattro artisti il proprio nome - nulla di male, sia chiaro: all'epoca i Depeche Mode erano materia per intenditori, non big mondiali - e aver fatto un paio di battute sull'abbigliamento di Martin Gore ("Sei un ragazzo o una ragazza?", chiese maliziosalmente il presentatore all'artista, la cui tenuta non faceva decisamente pendant con la grisaglia indossata dal conduttore), sul colore degli abiti ("Voi siete giovani, e il nero è così triste...") e sui tagli di capelli sfoggiati dal gruppo, Bongiorno passò ad affrontare il significato dell'espressione "depeche mode".

"E' francese", precisò Bongiorno, nonostante Gahan avesse cercato di spiegare il riferimento all'omonimo magazine francese: "Non vuol dire 'moda pronta'? Qui abbiamo i nostri cameramen che parlano francese... 'Ready made fashion!' [rivolto a Gahan], capito?". Il frontman abbozzò un sorriso, e Mike passò ad altro.

Per la verità Bongiorno incappò in un errore nel quale, anche negli anni successivi, e a fronte di una sempre maggiore popolarità del gruppo, sarebbero inciampati anche altri, ma con molte meno giustificazioni. L'espressione "Depeche Mode" riguarda il nome di una testata femminile francese edita dal gruppo Excelsior fino al 2011. A chiarirlo fu Gore in un'intervista a No1 Magazine nel 2007: "Significa 'notizie di moda'", spiegò l'artista, "Mi piaceva il suono, tutto qui". Gahan aveva provato a dirlo, al conduttore di Superflash, ma l'irruenza e il carisma di Mike avrebbero lasciato nel dubbio il mondo - e anche gli stessi Depeche Mode? - ancora per qualche anno...

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