TicketOne: 'Biglietto nominale inutile, i siti di secondary ticketing vanno chiusi'

Nuovo appello della società di biglietteria online: 'Incomprensibile che l'Agcom non sia intervenuta e non intervenga subito per reprimere le condotte illecite'

TicketOne: 'Biglietto nominale inutile, i siti di secondary ticketing vanno chiusi'

A due mesi e mezzo dall'entrata in vigore della legge sul biglietto nominale, TicketOne - società operante sul mercato italiano primario di vendita di biglietti per concerti ed eventi - torna a spronare l'AGCom perché vengano messe in pratica le disposizioni in materia di sanzioni agli speculatori e repressione del secondary ticketing.

In una nota diffusa oggi, martedì 10 settembre, la controllata italiana di Eventim - riferendosi a un esposto presentato all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni lo scorso mese di marzo - denuncia "la totale mancanza di azioni di repressione del fenomeno, a cui si aggiunge la prevedibile e annunciata inutilità del provvedimento sul biglietto nominativo".

"TicketOne sottolinea come la tempestiva e puntuale applicazione di quanto previsto dalla Legge in termini di rimozione dei contenuti, ammende e oscuramento dei siti, risulti l'unico effettivo e valido strumento di repressione del fenomeno", si legge nella nota: "Pertanto, la sua mancata applicazione è di una gravità inaccettabile e non è ulteriormente tollerabile. La società non esclude di rivolgersi a breve all'Autorità Giudiziaria per avviare le iniziative suppletive del caso".

"Alla luce delle prove documentali fornite, nonché alla luce di ulteriori prove concrete immediatamente acquisibili in rete da chiunque vi acceda", ha spiegato Stefano Lionetti, ad di TicketOne: "Non è comprensibile perché l'Agcom non sia intervenuta e non intervenga  subito per reprimere le condotte illecite, procedendo alla rimozione dei contenuti ed all'oscuramento dei relativi siti, oltreché all'applicazione delle previste sanzioni pecuniarie, nell'esercizio dei poteri che le sono stati conferiti dal MEF".

"TicketOne rileva che l'inadeguatezza dell'attività di verifica posta in essere dall'Agcom è paradossalmente confermata dal fatto che tutti i casi segnalati e documentati nell'esposto di marzo facevano riferimento a eventi estivi ormai avvenuti nei mesi di luglio e agosto", si legge in chiusura del comunicato: "Sarebbe pertanto oggi impossibile provvedere alla richiesta di rimozione dei contenuti o all'oscuramento dei siti, limitandosi solo alla possibilità delle ammende che non attenuerebbero il danno procurato ai consumatori, agli artisti e agli operatori del settore dal mancato intervento, quando basterebbe semplicemente applicare la legge".

L'istanza riproposta oggi - per la terza volta dall'inizio del 2019 - da TicketOne era stata sottoscritta, lo scorso 11 luglio, anche da Assomusica, l'associazione di categoria dei promoter italiani, che aveva fatto appello all'AGCom perché venissero messe in atto le disposizioni di legge atte a sanzionare la rivendita di biglietti per spettacoli dal vivo a prezzo maggiorato e al di fuori dei canali ufficiali.

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