Diritti d'autore, Soundreef scrive al neoministro Franceschini (che, due anni fa...)

La società privata di collecting saluta l'insediamento del nuovo governo Conte appellandosi al neoministro ai Beni Culturali, con il quale - in passato - l'azienda di Davide D'Atri ebbe già a che fare. Ma in termini del tutto diversi...

Diritti d'autore, Soundreef scrive al neoministro Franceschini (che, due anni fa...)

Oggi, giovedì 5 settembre, ha giurato alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Quirinale, il nuovo governo presieduto da Giuseppe Conte: tra i ministri incaricati dal Presidente del Consiglio figura anche, ai Beni Culturali, è stato nominato Dario Franceschini, che tra il 2014 e il 2018 aveva ricoperto la stessa carica prima con il governo presieduto da Matteo Renzi e poi con l'esecutivo guidato da Paolo Gentiloni.

La società di collecting privata Soundreef, in una nota diffusa nel pomeriggio di oggi, giovedì 5 settembre, ha rivolto - per mezzo del proprio fondatore e ad Davide D'Atri - i propri omaggi al neoministro Franceschini, augurandosi di poter instaurare con il suo staff un solido rapporto nel percorso di riforma del mercato di intermediazione del diritto d'autore intrapreso dalla ricezione, da parte dello stato italiano, della direttiva Barnier:

Auguriamo buon lavoro al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro dei beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, nonché alla squadra di Ministri che si appresta a ricevere la fiducia del Parlamento italiano. Esprimiamo la nostra piena disponibilità al neo Ministro Franceschini, per un confronto aperto e costruttivo - in continuità con il lavoro intrapreso insieme a SIAE - sulle possibilità di riformare in modo organico e lineare il mercato dei diritti d’autore, recependo a pieno la Direttiva Barnier che ha permesso ad autori ed editori di poter beneficiare di un mercato più dinamico in grado di valorizzare al meglio le loro opere.

Durante il precedente mandato di Franceschini alla guida del MiBAC, tuttavia, i rapporti tra l'esponente dem e Soundreef conobbero un periodo di tensione. Tutto ebbe inizio con una dichiarazione di Fedez, cliente e testimonial di Soundreef tra i primi a scegliere la società di D'Atri come partner, al covegno "Compose the future" presso la Luiss Enlabs. Il rapper milanese dichiarò:

Andate a vedere che lavoro fa la moglie del ministro [Franceschini]. Gestisce gli immobili di Siae. Questo è in conflitto con il ruolo di ministro dei Beni culturali

Franceschini ribatté a stretto giro, prima con un tweet poi con una dichiarazione rilasciata all'ADNKronos:

Sarà la decima volta che Fedez, da quando ha scelto Soundreef, tira fuori questa storia assurda, calunniando me e mia moglie e ignorando le norme che ha approvato il parlamento. Finora ho pensato fosse meglio far finta di niente ma ora ha superato anche la mia, molto molto alta, soglia di tolleranza e per questo ho già dato incarico di agire giudiziariamente contro di lui. E' la prima volta che lo faccio dopo tanti anni di vita politica ma lui ha mezzi più che sufficienti per risarcire i danni che ci sta creando

Poco dopo anche SIAE, chiamata da Fedez come parte in causa, fece pervenire la propria precisazione:

SIAE ritiene inaccettabili e inammissibilmente false e insultanti le affermazioni pronunciate ieri da Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, nel corso di un convegno alla Luiss e le successive dichiarazioni rilasciate alle agenzie di stampa, riferite a SIAE e alla signora Michela Di Biase, moglie del Ministro Dario Franceschini.
È infatti documentalmente destituita di qualunque fondamento la circostanza secondo la quale la signora Michela Di Biase gestirebbe gli immobili di SIAE.
Una simile affermazione, condita poi da inutili suggestioni di insussistenti conflitti di interessi o peggio, di favoritismi, è priva di ogni logica e fuoriesce da qualunque limite di continenza.
A tale proposito, SIAE ha dato mandato ai propri legali di tutelare l'onorabilità della Società, chiedendo agli stessi di reagire con la massima durezza consentita dall'ordinamento giuridico.

Soundreef intervenne solo il giorno dopo, con una lunga nota (disponibile integralmente a questo indirizzo). Pur senza cavalcare la polemica, la società di collecting tenne il punto sulla posizione espressa dal proprio cliente:

Troviamo, naturalmente, anche noi singolare che la moglie di un Ministro dei beni e delle attività culturali lavori proprio per un Gruppo che, oltre a occuparsi in maniera importante di cultura, gestisce la gran parte del patrimonio immobiliare della SIAE che vale centinaia di milioni di euro. Forse, anziché chiedersi se Fedez abbia sbagliato nell’usare questa o quella espressione, bisognerebbe chiedersi come sia possibile che una società che rivendica in ogni sede il fatto di essere un ente senza scopo di lucro che agisce esclusivamente nell’interesse degli autori abbia accumulato una simile ricchezza, se tale patrimonio immobiliare è gestito in modo profittevole e se gli utili - ammesso che vi siano - sono ripartiti equamente tra gli autori e, soprattutto, chi ne beneficerà un giorno. (...)

(...) davanti a un Ministro della cultura [Francescini] che minaccia azioni giudiziarie nei confronti di un artista che ha affidato alla nostra società la gestione dei suoi diritti e alla Società italiana autori ed editori, che si ripropone addirittura di “agire con la massima durezza consentita dall’ordinamento giuridico” contro un autore, avvertiamo almeno la necessità di precisare che Fedez ha raccontato – probabilmente peccando eccesso di sintesi – un fatto vero e inoppugnabile: la moglie del Ministro dei beni e delle attività culturali, infatti – ed è niente di meno su questo che dovrebbero essere costruite le due azioni legali che si ripromettono di far giustizia – non “gestisce” il patrimonio immobiliare della SIAE ma lavora per un Gruppo che gestisce tale patrimonio. Ci sembra davvero la pagliuzza negli occhi del vicino indicata fingendo di non vedere la trave nei propri.

Successivamente anche SIAE tornò sulla vicenda, negando - in una nota ufficiale - qualsiasi rapporto tra la Società Italiana di Autori ed Editori e la signora Michela Di Biase Franceschini:

In merito alle recenti affermazioni di Fedez, SIAE ribadisce che gli immobili della Società non sono mai stati gestiti dalla signora Michela Di Biase Franceschini. La costituzione di un fondo immobiliare da parte di SIAE con Sorgente SGR (società vigilata dalla Banca d'Italia) risale al dicembre 2011 ed è operazione di rilevante successo per SIAE stessa. Tutte le relative informazioni sono da sempre pubblicate sul sito della Società e nel bilancio, e rappresentano uno degli indici di solidità economica di SIAE. Non vi è, invece, alcun rapporto con la signora Michela Di Biase. Le dichiarazioni di Fedez, dunque, sono e restano false e destituite di fondamento. 

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