Oasis, le richieste ai promoter dopo il primo numero 1 nelle chart UK

25 anni fa i fratelli Gallagher, con 'Definitely Maybe', raggiungevano per la prima volta la vetta delle classifiche inglesi: Noel e Liam, tramite il loro staff, iniziarono ad avanzare pretese nei confronti degli organizzatori di concerti. Ecco quali...

Oasis, le richieste ai promoter dopo il primo numero 1 nelle chart UK

Era il 4 settembre 1994, (quasi) esattamente 25 anni fa. "Definitely Maybe", l'album di debutto degli Oasis, con circa 100mila copie vendute in soli quattro giorni era salito in vetta alla classifiche di vendita britanniche, portando la band dei fratelli Gallagher per la prima volta in vetta alla chart di casa. Il gruppo, fino ad allora, si era limitato a tour nell'area di Manchester e in Scozia, ma l'esplosione del disco di "Live Forever" - di lì a poco - avrebbe cambiato radicalmente le prospettive della formazione.

Le offerte di ingaggi iniziarono a piovere, e Noel e Liam decisero di iniziare a osare, smettendola di comportarsi come un'umile band locale ma come una vera e propria next big thing. I Gallagher, però, era figli della classe lavoratrice mancuniana, lontani anni luce dagli sfarzi e dai vizi del mainstream rock: in sostanza, all'epoca - per loro - "avanzare pretese" non consisteva nell'esigere casse di champagne nei camerini e lussuose limousine cariche di groupies compiacenti. A rivelarlo, con un post sul proprio canale Instagram personale - ripreso dall'account ufficiale del gruppo - è stata Maggie Mouzakiti, la prima tour manager degli Oasis, che accompagnò in giro per il mondo la turbolenta coppia di fratella per 13 anni.

"Ho trovato questi vecchi tour book in uno scatolone", ha spiegato l'ex agente: "Le copertine non erano granché creative, ma nel corso degli anni sono migliorate. Le pagine interne sono piene di appunti relativi a orari di interviste e nomi da inserire nelle guest list. Quando il loro disco ha debuttato al numero uno delle classifiche inglese, loro mi hanno fatto due richieste: solo camere singole per tutti, e qualcuno che sostituisse alla guida del furgone Bonehead [Paul Arthurs, il chitarrista]. Dopo questo solo una parola può descrivere l'intera faccenda: pazzesco".

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