Quella volta che i Muse si presero gioco di Simona Ventura in TV. Video

Complice il playback e una gestione dell'ospitata troppo disinvolta il passaggio del trio di Matt Bellamy dagli studi di 'Quelli che il calcio' nel 2009 è entrato di diritto nella storia della televisione italiana
Quella volta che i Muse si presero gioco di Simona Ventura in TV. Video

Non tutte le rock band, si sa, amano il playback in TV. Molte lo malsopportano, alcune lo considerano un male necessario e altre cercano di sfruttarlo come scusa per dare la stura alla propria voglia di cazzeggio. I Muse, tuttavia, portarono il rapporto tra esibizione in studio e base preregistrata a un nuovo livello il 20 settembre del 2009, in occasione di un passaggio promozionale al popolare programma di Rai 2 "Quelli che il calcio", all'epoca condotto da Simona Ventura.

Tra le apparizioni programmate per promuovere l'allora nuovo abum "The Resistance" ne era prevista una anche presso gli studi del servizio pubblico nell'ambito della trasmissione che aveva per padrona di casa la showoman e presentatrice che solo tre anni prima era stata chiamata a condurre il festival di Sanremo: un po' per rompere la routine o, molto più semplicemente, per cazzeggiare un po' e rendere meno solenne l'esibizione "mimata", il trio di Teignmouth si presentò davanti alle telecamere con una formazione stravolta che prevedeva il leader Matt Bellamy alla batteria, il batterista Dominic Howard a basso e voce principale e il bassista Chris Wolstenholme a chitarra e tastiere.

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Il set, visibilmente enfatizzato in chiave comica - soprattutto da parte di Bellamy alla batteria - in prima istanza sembrò "passare" anche agli occhi della conduttrice e del suo staff di autori: la Ventura, terminata la (finta) esecuzione di "Uprising", approcciò direttamente Howard trattandolo da frontman. Lui, naturalmente, resse il gioco, parlando persino del "nostro batterista Matt, che vive a Como" [all'epoca Bellamy aveva appena terminato la relazione con la sua partner dell'epoca, Gaia Polloni, che risiedeva effettivamente nel capoluogo lariano], e in molti si domandarono come fosse possibile che nessuno, in studio, si fosse minimanente accorto del bluff messo in opera dal trio.

Qualche giorno dopo la Ventura dichiarò di essere stata anche lei, insieme a suo staff, parte dello scherzo, spiegando di aver retto il gioco al gruppo perché avvertita dello scambio di ruoli prima dell'entrata in scena dei Muse. Qualche settimana dopo, tuttavia, lo stesso Howard, intervistato da TV Sorrisi e Canzoni, sconfessò la stessa Ventura, dichiarando:

"Volevamo far ridere il pubblico. Il playback viene bene solo se non lo prendi sul serio. Sembri un idiota se cerchi di mimare esattamente la musica. Volevamo prendere in giro noi stessi, non fare uno scherzo alla conduttrice. So che la Ventura poi ha detto che ci eravamo messi d'accordo con lei, ma non è vero. Lei non ci ha proprio riconosciuti"

Che la presentatrice fosse all'oscuro del piano architettato dai Muse è stato confermato a distanza di dieci anni dall'ex discografico della Warner Paolo De Toma, che nel 2009 accompagnò personalmente il trio britannico al programma:

 

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