NUOVOIMAIE torna a L’Aquila anche nel 2019 con ‘Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma’

Il grande cuore del jazz batte nei luoghi del Centro Italia colpiti negli anni scorsi dal terremoto. Un tour in musica, partito sabato scorso dal Reatino, che si concluderà nel capoluogo abruzzese

NUOVOIMAIE torna a L’Aquila anche nel 2019 con ‘Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma’

NUOVOIMAIE è tra i sostenitori di ‘Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma’, manifestazione benefica che per il quinto anno consecutivo porta la grande musica a L'Aquila, il centro più colpito dal terribile fenomeno sismico che nel 2009 colpì l'Abruzzo, e nelle province toccate dai terremoti del 2016 e del 2017: l'evento ha preso il via lo scorso 24 agosto da Camerino con la Marcia Solidale. Fiastra, Ussita, Castelluccio di Norcia, Accumuli e Amatrice le altre località toccate dalla manifestazione che culminerà, i prossimi 31 agosto e primo settembre, nella città ai piedi del Gran Sasso. Oltre duecento musicisti (ottanta dei quali donne) si esibiranno gratuitamente in diciotto postazioni sparse in tutta l'area urbana, tra le quali saranno presenti venue di grande pregio storico-artistico come l’interno della Basilica di Collemaggio e la Chiesa di Santa Maria del Suffragio.

Il programma della maratona musica, elaborato con il contributo del grande jazzista italiano Paolo Fresu, coinvolto nel progetto come direttore artistico, prevede - oltre a grandi nomi della tradizione musicale tricolore come Ornella Vanoni e Fabio Concato - anche figure di spicco del panorama jazz tricolore come Simona Faraone, Emanuela Di Benedetto, Stefania Tallini, Simona Severini, Roberta Brighi, Marcella Carboni, Caterina Palazzi e Ada Montellanico, una delle voci jazz più apprezzate sul panorama italiano nonché storica organizzatrice della rassegna, che con il suo progetto Abbey's Road (con Giovanni Falzone come ospite) sarà tra i protagonisti di Lilac for People, in programma domenica prima settembre in piazza Chiarino alle 17 circa.

"Prima il festival era più concentrato su L'Aquila", racconta la Montellanico, ripercorrendo molto sinteticamente la storia della manifestazione, "Poi, però, dopo i terremoti del 2016 e 2017 in centro Italia, abbiamo deciso di allargare gli orizzonti dell'iniziativa, andando a includere tutte le regioni colpite da eventi di questo tipo, ovvero Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, cambiando definitivamente il nome in Jazz Italiano per le Terre del Sisma".

Il cuore della maratona musicale è restato, nonostante tutto, il capoluogo abruzzese, dove gli show - conferma l'artista - hanno riportato "speranza e fiducia: per gli aquilani questa manifestazione ha un significato enorme, e anche per noi che ci lavoriamo, il festival da un punto di vista umano è stato e continua a essere molto importante".

"'Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma' ha anche due tipi di conseguenze positive sul territorio, oltre al grande messaggio di solidarietà e al merito di tenere accesi i riflettori su una realtà dolorosa come quella dei centri colpiti da disastri naturali", prosegue la Montellanico: "La prima è riportare speranza in un momento di gioia e aggregazione come è quello proprio di uno spettacolo di musica dal vivo, e la seconda è di tipo economico: con circa 200mila spettatori presenti nelle ultime quattro edizioni, l'indotto generato dalla rassegna è ormai una delle voci più corpose nel bilancio delle attività locali".

L'edizione 2019 di "Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma" ha un'ulteriore peculiarità importante: per la prima volta nella propria storia, per sostenere la causa internazionale della gender equality nel mondo della musica, il cartellone della rassegna sarà dominato dalle cantanti e dalle musiciste. "Ma, per favore, non consideratelo un festival 'al femminile'", precisa la Montellanico: "Il tema era quello della leadership femminile nel mondo della musica, ed è questo il messaggio che ci interessava portare. Fermo restando che le uniche guide nel compilare un cartellone devono rimanere in qualsiasi caso la qualità e lo spessore artistico, a prescindere dal genere, quello musicale è un ambito dove le donne - per preconcetti che non sarebbe errato definire millenari - ancora fanno più fatica degli uomini ad affermarsi. E' un dato di fatto: oltre a essere un settore storicamente appannaggio maschile, ancora oggi il mondo dell'industria musicale è dominato dagli uomini. Con la nostra rassegna, che ha la fortuna di offrire moltissimi spettacoli concentrati in due giorni, vogliamo dimostrare come ci siano tante cantanti, musiciste e bandleader meritevoli di essere conosciute: ecco perché questa edizione di 'Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma' lo intendiamo anche come una vetrina che permetta a queste bravissime artiste di farsi conoscere, in un panorama musicale dove per le donne lo spazio è sempre troppo poco. A me, come donna e come artista, le 'quote rose' ricordano un po' le riserve indiane, ovvero un contentino che lascia il tempo che trova: qui, più che di una esposizione garantita per parità di genere, stiamo parlando di un'affermazione di identità artistica. Venite ad assistere agli spettacoli di queste cantanti e musiciste, e decidete con le vostre orecchie se vi piacciono o meno: prima, però, almeno ascoltatele".

"Questa manifestazione ha un potere aggregativo straordinario, unisce musica e solidarietà e va ad animare le vie di territori feriti", ha dichiarato, in occasione della presentazione della rassegna, il Presidente di NUOVOIMAIE Andrea Micciché: "Ci auguriamo che anche quest’anno l’evento possa portare quella linfa necessaria alla rinascita della vita culturale delle popolazioni coinvolte nei terremoti. Centinaia di musicisti con la loro vicinanza a chi ha subito gravi perdite, saranno il veicolo di un messaggio che genera speranza. Per noi, che saremo presenti all’Aquila, ormai punto di riferimento del jazz, è un onore aderire come sponsor a questa grande maratona musicale a cielo aperto".

Il programma completo della manifestazione è disponibile a questo indirizzo.

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE.

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