Jova Beach Party a Viareggio, Lorenzo protesta: 'No alle transenne'

In un lungo sfogo sui social il cantautore di 'Oh, vita!' protesta contro le disposizioni del comune toscano che impone l'installazione di transenne sulla spiaggia che ospiterà l'evento: 'Non siamo hooligan'

Jova Beach Party a Viareggio, Lorenzo protesta: 'No alle transenne'

Con un post pubblicato sulla propria pagina Facebook personale, Jovanotti ha espresso forti perplessità nei confronti del Comune di Viareggio, prossima tappa - il 30 luglio - del Jova Beach Party: nella lettera aperta diffusa attraverso i propri canali social, Lorenzo Cherubini ha fatto sapere di essere stato costretto - insieme agli organizzatori dello show - di essere stato costretto a installare una serie di transenne "lungo il bagnasciuga per regolare l’accesso al mare attraverso stretti passaggi presidiati".

Jovanotti, alla disposizione, ha risposto così:

Noi naturalmente obbediamo alla legge, ci mancherebbe altro, ma non posso nascondervi la mia perplessità e di tutti quelli coinvolti (che lavorano nei grandi concerti da decenni). Speriamo che da questo non derivino disagi per il pubblico, anche se, detto tra noi, io sono dispiaciuto per questa presa di posizione che invece disagio al pubblico lo creerà di sicuro, e anche parecchio, rendendo difficilissimo muoversi in spiaggia, che è nello spirito di questa festa. E’ stranissimo perché abbiamo già fatto sei spiagge dove il pubblico è stato libero di muoversi a suo piacimento e quello che è evidente è che il Jova Beach Party non è un raduno di hooligans infoiati ma una festa di esseri umani evoluti pacifici e allegri in grado di badare a se stessi. La sicurezza è al primissimo posto nel progetto JBP e la collaborazione con le autorità è imprescindibile e noi ci adegueremo ad ogni direttiva che ci verrà imposta ma se davvero è questa la loro ultima parola mi dispiace tantissimo e sono perplesso, non ha senso penalizzare un pubblico, soprattutto questo pubblico, e impoverire lo spirito di un evento bello che porta in scena un’idea di mondo non diviso in recinti come quelli di un allevamento intensivo o dell’ora d’aria di Alcatraz. Un conto è creare corridoi e vie di fuga libere e pronte ad ogni evenienza ma non recinti chiusi che limitano il movimento e rendono, per esempio, difficilissimo anche andarsi a prendere un sorso d’acqua o un gelato.

Io prego davvero le autorità competenti in materia di riesaminare questa valutazione, alla luce delle spiagge fatte fino ad ora, e considerando tutti gli aspetti e le peculiarità di una festa unica, che avviene in una grande spiaggia popolare durante tutta una giornata di gioia ed energia positiva. E’ una giornata di musica nella natura, va pensata così perché è proprio così!

Al momento, dal comune di Viareggio, non sono arrivate indicazione che lascino presagire un ripensamento.

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