La FIMI esorta Spotify a 'fare di più'

Il CEO di Fimi Enzo Mazza ha dichiarato che in Italia la 'cultura del libero' è parecchio radicata

La FIMI esorta Spotify a 'fare di più'

Sul tema degli abbonamenti musicali proposti da piattaforme di streaming come YouTube e Spotify, riporta Music Ally, è intervenuto Enzo Mazza, CEO di FIMI, che ha dichiarato a TorrentFreak: "Il problema principale qui non è la pirateria. È come convincere le persone a convertire gli account gratuiti di YouTube e Spotify ai servizi premium. L'Italia è un paese dove la 'cultura del libero’ è radicata e non è facile portare le persone in un modello di abbonamento... I tassi di conversione sono ancora al di sotto della media globale e questa è una grande sfida per l'industria. Noi stiamo esortando in particolare Spotify a fare di più in termini di campagne promozionali per coinvolgere nuovi clienti premium".

Le richieste a Spotify per ‘fare di più’ sulle conversioni sono familiari nella storia dell'azienda. E continuano ad esserlo nonostante che, a partire dalla fine di marzo, il tasso di conversione della società era di oltre il 46%, una percentuale appena immaginabile meno di nove anni fa (in un articolo di CNET del settembre 2010 parlando del tasso di conversione di Spotify, allora del 7%, si diceva: ‘E’ un tasso ancora basso per le etichette. Vogliono che le conversioni raggiungano il 15, il 20%...’.

Questo non vuol dire che Mazza non possa avere una legittima preoccupazione riguardo al modo in cui lo streaming si sta diffondendo, in Italia in particolare. Negli ultimi tre anni, le entrate della musica registrata del paese sono - dal 2016 al 2018, secondo dati ufficiali - cresciuti dell'1,9%, poi si sono ridotti del 3,9% e infine cresciuti ancora del 2,6%. I 228,3 milioni di euro di fatturato fatti segnare nel 2018 erano appena poco di più rispetto ai 227,3 milioni di euro registrati nel 2015. Confrontando il medesimo periodo temporale con quanto accaduto negli Stati Uniti - con una crescita di 9,1%, 9% e 15% - e, forse di maggiore rilevanza, il confronto con la Spagna che ha avuto una crescita di 6,7%, 6,1% e 5,9%.

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