I Subsonica, ieri e oggi

La band torinese ripercorre sul palco dell'Ippodromo Capannelle la sua storia, tra passato e presente: il racconto del concerto.

I Subsonica, ieri e oggi

Ci sono band e band. Quelle vere le riconosci subito, sul palco, e i Subsonica fanno parte di questa categoria. Samuel e soci hanno una storia lunga e importante, che anno dopo anno, disco dopo disco, li ha portati a costruirsi un seguito di fan, sempre pronti a supportarne le scelte (musicali e non - vedi la partecipazione di Samuel come giudice alla prossima edizione di X Factor, che nella fanbase del gruppo non ha suscitato poi così tanto scalpore come quella di Manuel Agnelli per i fan degli Afterhours). Fedeli - fedelissimi - come quelli radunati dalla formazione torinese sotto il palco del Rock in Roma, per la tappa romana del tour estivo legato al nuovo album "8".

L'attacco con "Bottiglie rotte", il primo singolo estratto dall'album uscito lo scorso autunno, a distanza di cinque anni dal precedente lavoro della band torinese, è una foto del presente, nitidissima: ci sono Samuel, Boosta, Vicio, Ninja e Max che si ritrovano dopo la lunga pausa e si riscoprono così un gruppo con i controcazzi. Poi con "Disco labirinto" si va subito di flashback e Samuel comincia a saltare sul palco come un grillo, nonostante la recente operazione al cuore, raccontata con un post sui social: "I medici mi hanno detto di non agitarmi troppo in questi mesi estivi (ingenui)".

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Passato e presente si alternano continuamente, a ricomporre la storia di una band che ha resistito al tempo (a differenza di altri gruppi simbolo della scena indipendente di fine anni '90 / primi anni Duemila - vero Bluvertigo?), al declino dell'indie old school (se vogliamo chiamarlo così), soppiantato dall'indiepop e dai suoi fenomeni. Ci sono i successi del passato, le canzoni del passato che parlano con il linguaggio del futuro ("Nuova ossessione" e "Tutti i miei sbagli", solo per citarne un paio, potrebbero raccogliere oggi lo stesso successo di vent'anni fa), le canzoni di oggi e le canzoni di oggi che parlano del passato. Come "Jolly Roger", che riporta i Subsonica al periodo in cui suonavano nei club in zona Murazzi, a Torino: "Volevamo fare una musica diversa, che c'era ma che non c'era. Volevamo prendere la musica per dj e trasformarla in musica per gruppi, rock, usando i nostri strumenti". Dentro c'è la crisi di mezza età dei vari componenti della formazione, tra dubbi e incertezze, ma poi tutto si risolve nel ritornello, con quel "ma adesso siamo qui" ripetuto a mo' di mantra. Chissà se tra vent'anni potranno dire lo stesso quelli che oggi si divertono a bruciare le tappe passando in pochissimi mesi dai club ai palasport o alle grandi arene.

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Per la data romana i Subsonica avevano promesso sorprese, che infatti non mancano. Su "Liberi tutti" Samuel e soci vengono raggiunti sul palco da Daniele Silvestri, facendo così rivivere sul palco il fortunato sodalizio per il singolo estratto dall'album "Microchip emozionale", di cui quest'anno il gruppo festeggia il ventennale. Dello stesso disco faceva parte - come ghost track - il remix di "Il mio D.J." di Claudio Coccoluto, riproposto anche questo all'Ippodromo Capannelle insieme al disc jockey laziale: "Scrivere un album epocale come 'Microchip emozionale' - non siamo stato noi a definirlo così - è stato bello, ma anche una grande rottura di cazzo, perché poi da lì in poi commentando i nostri dischi avete iniziato a dirci: 'Eh però quel disco...'", sorride Samuel.

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E proprio a due pezzi pescati dal disco del 1999 i Subsonica affidano la chiusura del concerto, dopo il poker di "Nuvole rapide", "L'odore", "Abitudine" e "Benzina Ogoshi", tra i vortici elettronici di "Tutti i miei sbagli" e il funk di "Strade", prima dei ringraziamenti finali: "Dobbiamo ringraziare voi e questa città perché siete stati tra i primi che ci hanno accolto a braccia aperte e ci hanno fatto capire che potevamo farcela", il saluto di Samuel al pubblico capitolino.

di Mattia Marzi

SCALETTA:
"Bottiglie rotte"
"Disco labirinto"
"Up patriots to arms"
"Nuova ossessione"
"Jolly Roger"
"Fenice"
"Punto critico"
"Liberi tutti"
"Il diluvio"
"Lazzaro"
"L'incredibile performance di un uomo morto"
"Sonde"
"Il mio dj"
"Aurora sogna"
"Colpo di pistola"
"Depre"
"Lasciati"
"Il cielo su Torino"
"Nuvole rapide"
"Abitudine"
"Benzina Ogoshi"
"Tutti i miei sbagli"
"Strade"

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