Ginevra Di Marco e Cristina Donà al Castello Sforzesco di Milano

Dal vivo, le due cantanti mischiano repertori, musicisti e personalità, fra momenti di bellezza intensa, sprazzi d’intrattenimento gioioso, tanta voglia di condividere storie

Ginevra Di Marco e Cristina Donà al Castello Sforzesco di Milano

Succede suppergiù a due terzi della serata. Ginevra Di Marco e Cristina Donà si portano sul fronte del palco e lì, senza microfoni, interpretano l’ultima parte di “Del mondo” dei C.S.I. L’applauso che segue – per la canzone, per la serata, per il magnifico intreccio delle voci – dura talmente tanto da spingere Francesco Magnelli, seduto alla tastiera, a spiegare scherzosamente al pubblico che “avremmo ancora tre canzoni da fare”.

Ieri sera, sotto l’ultima eclisse lunare del decennio e col profilo del Castello Sforzesco sullo sfondo, Ginevra Di Marco e Cristina Donà hanno portato a Milano il loro concerto che segue la pubblicazione, via Musicraiser, del loro primo album assieme, una sorta di concept sul “camminare”, in senso fisico e metaforico. È dal vivo che i percorsi delle due cantanti convergono in modo definitivo, fra momenti di bellezza intensa, sprazzi di intrattenimento gioioso, tanta voglia di condividere storie.

Vederle sul palco e sentirle cantare assieme è uno spettacolo. Donà interpreta le canzoni con estro e intensità, ha quel modo tutto suo di cantare in cui sembra mimare le note di passaggio di uno strumento a fiato. Di Marco appare più dolce e naturale, “una madonna fiorentina”, come la definisce l’amica. Entrambe conoscono il valore delle sfumature, sanno connettere la voce al sentimento espresso dalle canzoni, sanno essere carismatiche con naturalezza e understatement. Cantano assieme e non per modo di dire: mischiano repertori, musicisti e personalità, una cosa che si vede raramente sui palchi italiani dove i tour in comune si riducono a volte a qualche duetto, reciproche attestazioni di stima, grandi pacche sulle spalle.

Iniziano da sole sul palco, con Cristina alla chitarra. Le voci si alternano, si fondono, armonizzano magnificamente bene. Il folk al rallentatore di una – al rallentatore perché sembra esaminare con cura minuziosa ogni piccolo pensiero e sentimento – ha qualcosa di “cosmico”, mentre le radici popolari del repertorio rendono l’altra più terragna e conscia della storia. Dopo due canzoni arriva il gruppo: Francesco Magnelli (tastiere), Saverio Lanza (chitarra e basso), Andrea Salvadori (chitarre, tzouras) e Luca Ragazzo (batteria). Producono un bel campionario di timbri per lo più acustici, passano da momenti di rock energico allo sferragliare dello tzouras, una sorta di bouzouki.

Non c’è competizione, c’è compenetrazione. Donà si misura con il grammelot di “Fel shara”, Di Marco partecipa all’evocazione degli inizi rock dell’amica, entrambe cantano “Io sì” dal repertorio di Luigi Tenco come se fosse stata cucita loro addosso. Si separano solo per due canzoni, una a testa, magnifiche. Donà incanta con “Universo”, con “Across the universe” dei Beatles in coda, mentre Di Marco offre una gran bella interpretazione della “Canzone arrabbiata” scritta da Nino Rota e cantata da Anna Melato. E lasciano che sia il pubblico a intonare tutta quanta “Amandoti”.

Nei bis, offrono le loro interpretazioni diverse, ma complementari della maternità, “Perpendicolare” e “J”, e chiudono con “Todo cambia”, resa celebre da Mercedes Sosa. È una canzone sull’esilio politico e il sentimento di nostalgia. Al Castello, suona come un giuramento di fedeltà a certi valori e al tempo stesso come una serena accettazione dell’eterno mutamento della vita. Scese dal palco, le due cantanti rimangono fino a mezzanotte e oltre a firmare dischi, fare foto, prendersi i complimenti di un pubblico estasiato da un concerto intenso, divertente, vario. Lo ha detto Cristina Donà: “due femminilità vicine ne fanno un numero infinito”.

(Claudio Todesco)


SCALETTA
Canto d’accoglienza
Nel mio giardino
Camminare
Confine
Miracoli
Così vicini
Io sì
Fel shara
La rose enflorence
Universo / Across the universe
Canzone arrabbiata
Un passo alla volta
In un soffio
Del mondo
Amandoti
Ho sempre me
Stelle buone

Bis:
Perpendicolare
J
Todo cambia

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