NUOVOIMAIE, il mestiere dell'artista: parla Massimo Varini

Il chitarrista e produttore, collaboratore di fiducia di Biagio Antonacci e Nek, ci spiega perché per far sì che quello del musicista venga riconosciuto come un lavoro a tutti gli effetti occorra iniziare dalle piccole cose…

NUOVOIMAIE, il mestiere dell'artista: parla Massimo Varini

“Sono stato fortunato: ho avuto la possibilità di lavorare con tanti artisti e di ricevere tanta energia positiva”: Massimo Varini sa che il mestiere che si è scelto, pur essendo difficile e impegnativo, può essere una benedizione: il chitarrista, produttore, autore e arrangiatore, già collaboratore fidato di, tra gli altri, Biagio Antonacci, Nek, Vasco Rossi e Gianluca Grignani, è il protagonista della nuova puntata del format NUOVOIMAIE “Il mestiere dell’artista”, che vede i protagonisti della musica italiana discutere dei diritti di chi ha nella propria arte una fonte di reddito e dell'importanza del riconoscimento delle professioni creative come vero e proprio lavoro.

"Ho iniziato con Biagio Antonacci, nel '93”, ricorda Varini a proposito del suo debutto da professionista nel mondo della musica: “Stefano De Maio, che all'epoca era il suo fonico, suggerì a Biagio di chiamarmi, e da lì partì tutto. Se lavori con un artista importante, acquisisci credibilità: successivamente ho inciso con Bocelli, poi ancora con Antonacci, e ho lavorato con Nek, sia come chitarrista che come co-arrangiatore, al disco che l'ha consacrato, 'Laura non c'è'. Poi è venuto il resto...".

"Avevo ventidue anni, e mi fissarono un appuntamento a Bologna nell'ufficio del manager di Biagio Antonacci”, racconta divertito l’artista, quando gli si chiede del primo impatto con la star che avrebbe impresso una svolta alla sua carriera: “Io e il suo futuro tastierista arriviamo e la prima cosa che mi disse Biagio, mettendomi una mano sulla spalla, fu: 'No, no: tu sei troppo giovane!'".

Massimo Varini si è iscritto a NUOVOIMAIE “fin da subito”, e l’importanza della sua adesione l’artista la spiega così: "NUOVOIMAIE è un istituto mutualistico, che non ha scopo di lucro ma che ha come oggetto sociale, se possiamo definirlo così, il fatto di preservare e far valere quei diritti che noi artisti interpreti esecutori abbiamo per legge e che non sempre in passato ci sono stati riconosciuti nel modo corretto. Mi sembrava giusto essere iscritto perché naturalmente questi diritti si trasformano poi in diritti economici sui lavori che un artista interprete esecutore ha fatto".

Purtroppo, la rappresentazione contemporanea basata sul luogo comune rende quello dell’artista un mestiere tutt’altro che facile, almeno dal punto di vista pratico. Per questa ragione Varini insiste nella sua spiegazione: "Dobbiamo far capire che quello del musicista è un lavoro serio. Per fare ciò, dobbiamo pensare alla prevenzione, alla fatturazione... Istituzioni come NUOVOIMAIE servono a preservare diritti che noi musicisti abbiamo: se tu suoni delle canzoni che qualcun altro ha scritto, è giusto che una parte di quello che tu paghi vada a chi ha scritto quelle canzoni, altrimenti tu non potresti suonarle. Allo stesso modo è giusto riconoscere il lavoro degli artisti interpreti ed esecutori".

Leggi qui le puntate precedenti di Osservatorio NUOVOIMAIE.

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