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NEWS   |   Recensioni concerti / 14/07/2019

Carl Brave torna al Rock in Roma, un anno dopo (e stavolta da solo)

Il racconto del concerto del rapper romano sul palco dell'Ippodromo Capannelle, nella sua città, tra sorprese e ospiti.

Carl Brave torna al Rock in Roma, un anno dopo (e stavolta da solo)

12 luglio 2018. Il tour estivo di Carl Brave x Franco126 legato a "Polaroid" fa tappa al Rock in Roma: sotto al palco ci sono più o meno 15mila persone, che cantano gli inni generazionali del duo tutti ambientati nella Roma degli anni Duemiladieci, da "Solo guai" a "Pellaria". Nessuno poteva aspettarselo, ma quello sarebbe stato l'ultimo concerto dei due cantautorapper trasteverini nella loro città, prima dello scioglimento: poi, ognuno per la sua strada. Un anno - e un giorno - dopo è Carl a tornare sul palco principale dell'Ippodromo Capannelle, quasi raddoppiando il numero di biglietti staccati insieme all'ormai ex sodale, che sta comunque raccogliendo consensi più che positivi con il suo "Stanza singola" (che è passato al Rock in Roma pochi giorni fa). Quella romana è una tappa davvero speciale del "Notti Brave summer tour", quasi un evento a sé nel calendario del tour estivo del cantautorapper di "Fotografia", tra ospiti e non poche sorprese.

È Carl stesso, dopo aver rotto il ghiaccio con "Camel Blu", a spiegare che giocare in casa, nella sua Roma, ha un significato speciale: "A regà, è incredibile stare qua", sorride, con la voce mascherata dall'autotune, parlando con i 25mila ragazzi accalcati davanti al palco, quasi come se fossero tutti suoi amici, "sete 'na marea, non c'ho parole. La mia città, casa mia, finalmente! Questa per me è l'unica data che conta: dopo oggi ho finito". Lo spettacolo è diverso da quello portato nei teatri la scorsa primavera: lì Carl Brave e la sua band facevano festa in un mega-attico capitolino, con dei finestroni grandissimi che affacciavano su tutta la città, quella Roma che fa da sfondo alle sue canzoni. Stavolta la combriccola sembra andarsene a spasso per le strade della Capitale a fare caciara, trascinata dal cantautorapper e dal suo carisma: occhialetti da sole, ricci sbarazzini e camicie coloratissime, Carl sembra quasi il protagonista di un fumetto o di un cartone animato, sempre sorridente e giocherellone.

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Il fontanone del Gianicolo, piazza Cavour, Testaccio, il Tevere che pare l'oceano, piazza Venezia con quel corazziere sempre "fermo a fa la statuetta", i Fori con i turisti in carrozza, Campo de' Fiori che è sempre un casino, l'Isola Tiberina che "pare l'Isla del Peor": sugli schermi e nei testi delle canzoni si rincorrono cartoline di questa Roma un po' malconcia e trasandata, ma comunque sempre a suo modo romantica.

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Alla banda di strampalati, intanto, si aggiungono altri amici, alcuni arrivati anche da fuori Roma, come nel caso del rapper napoletano Luché (duetta con Carl Brave su "Ridere di noi") o del bresciano Frah Quintale (che raggiunge il rapper sul palco per "Chapeau"). Ci sono anche la cantautrice romana B. e il rapper Pretty Solero (un altro membro della Love Gang/CXXVI Crew), entrambi al fianco di Carl su "E10", mentre il duetto con Max Gazzé su "Posso" rappresenta l'ideale incontro tra la generazione del mitico locale di vicolo del Fico (la tana della seconda scuola di cantautori romani, capitanata negli anni '90 dal trio Fabi-Silvestri-Gazzé) e quella di oggi, di cui il rapper trasteverino è sicuramente uno degli esponenti. La sorpresa più divertente però arriva quando Carl Brave, dopo aver lasciato per qualche istante il palco, verso la fine del concerto, torna su una Vespa rossa insieme ad Elisa, proprio come nel video del loro singolo "Vivere tutte le vite": "'Ndo te porto sorè? 'Nnamo a magnà un piatto de pasta a Fregene?", scherza con la cantautrice friulana, che in sella al motorino guidato dal rapper sembra divertirsi parecchio.

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"Professorè", "Fotografia", "Spunte blu", "Pub Crawl", il romanticismo di "Comunque", "Pianto noisy", "Vita" e "Noi", la nostalgia del medley dedicato a "Polaroid", l'album che nel 2017 lanciò il duo ormai-non-più-duo Carl Brave e Franco126, con "Alla tua", "Sempre" in due", "Tararì tararà", "Noccioline" e "Pellaria" che per qualche istante riportano il rapper indietro nel tempo di almeno un paio di anni: "È un sogno, ci ho lavorato duro. C'ho sbattuto la capoccia più e più volte. Ho avuto porte sbattute in faccia, salito quei cazzo di 126 scalini duecentomila volte, sempre più veloce, sperando di arrivare qui", dirà a fine concerto, riferendosi alla scalinata che a Trastevere divide via Dandolo da viale Glorioso, ideale tana della Love Gang/CXXVI Crew, il collettivo di cui faceva parte ai tempi del sodalizio con Franco. Però intanto si gode gli applausi e i cori del pubblico e immortala la distesa di flash davanti al palco in un'altra "polaroid": questa è solamente sua.

di Mattia Marzi

SCALETTA:
"Camel Blu"
"Comunque"
"Ridere di noi" (con Luché)
"Professorè"
"Fotografia"
"Spunte blu"
"Pianto noisy"
"Vita"
"Noi"
"E10" (con B. e Pretty Solero) "Pub Crawl"
"Chapeau" (con Frah Quintale) Medley: "Polaroid/Alla tua/Sempre in due/Tararì tararà/Noccioline/Pellaria"
"Termini"
"Mezzo cocktail"
"Vivere tutte le vite" (con Elisa)
"Merci"
"Posso" (con Max Gazzé)
"Malibu"

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