Alex Britti, i suoi 10 riff di chitarra preferiti (per il suo compleanno) (1 / 11)

Il cantautore romano, virtuoso delle sei corde e appassionato di blues, ci ha regalato una playlist ragionata (e commentata) dei 10 fraseggi di chitarra fondamentali per la sua formazione musicale, da Hendrix a Muddy Waters, passando per Santana e Stones

Alex Britti, i suoi 10 riff di chitarra preferiti (per il suo compleanno)

Alex Britti oggi compie 51 anni, 43 dei quali passati con la chitarra in mano. Un amore, quello del cantautore romano per le sei corde, che ha avuto una genesi ben definita, con dei numi tutelari che hanno nomi e cognomi precisi: da Muddy Waters e John Lee Hooker a Jimi Hendrix e Stevie Ray Vaughan, sono state quelle dei giganti del blues le ali sotto le quali il giovane Alex ha mosso i primi passi, esplorando suoni e stili, risalendo alle origini delle dodici battute dai crediti stampati sulle etichette dei 45 giri, animato da una passione viscerale che non si è mai spenta ma che anzi, anno dopo anno, è diventata sempre più gioiosamente invadente.

Ecco perché, per festeggiare il suo compleanno, abbiamo deciso di chiedergli di segnalarci i dieci riff di chitarra più importanti nella sua formazione artistica: lui non solo ce li ha indicati - li trovate tutti nelle pagine che seguono - ma li ha anche commentati uno per uno, per accompagnarci in un viaggio che, andando a ritroso nel tempo, parte da chi il blues l'ha proeittato nel futuro per andare dritto alle origini, passando per le tappe fondamentali non solo del sound che dal Delta ha conquistato prima gli States fino a Chicago, poi il mondo intero, ma di tutta la musica contemporanea.

E' un'appassionante lezione di musica, quella che Alex Britti ci ha regalato per il suo compleanno, che non solo aprirà un importante squarcio - a beneficio di neofiti o curiosi - su artisti poco frequentati dalla stampa mainstream specializzata, ma che farà capire a chi si sta avvicinando allo studio della chitarra come le uniche due cose indispensabili per tirare fuori qualcosa di notevole da una sei corde siano passione e impegno. Il resto è solo colore, e lui, che con lo strumento al collo continua a stupire, ne è la dimostrazione: se c'è - parafrasando il Tom Waits di "Bone Machine" - "that feel", non serve nascere sulle rive del Mississippi per prendere una chitarra e farla cantare. Anche quelle del Tevere vanno più che bene.

Buon ascolto, quindi. E tanti auguri, Alex: grazie di tutto!

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