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NEWS   |   Italia / 10/07/2019

Eugenio in Via Di Gioia, il 12 luglio al Bologna Sonic Park

Il quartetto usa l’esperienza maturata suonando per strada per conquistare il pubblico dei festival. E ha in serbo un grande progetto legato al tema della sostenibilità ambientale

Eugenio in Via Di Gioia, il 12 luglio al Bologna Sonic Park

A volte, alla fine dei concerti di Eugenio in Via Di Gioia, i quattro musicisti scendono dal palco coi loro strumenti e cantano in mezzo al pubblico “Giovanni Re fasullo d’Inghilterra”, dal vecchio cartone animato di “Robin Hood”. Chissà se accadrà anche all’Arena Parco Nord, dove il gruppo torinese si esibirà venerdì 12 luglio per il Bologna Sonic Park. “Abbiamo cominciato a suonare giù dal palco a un festival, una sera d’estate in cui non funzionavano le casse e dovevamo farci sentire dal pubblico”, spiega Eugenio Cesaro. “Poi ci abbiamo preso gusto e lo facciamo ogni volta che andiamo lunghi e gli organizzatori dei festival o i proprietari dei locali ci dicono che devono staccare l’amplificazione”.

“Fenomeno d’incapacità, nei libri di storia lui sarà il re più fasullo d’Inghilterra”, recita la canzone Disney, ma Eugenio in Via Di Gioia non la suonano per motivi politici. “Nel cartone, la canzone arriva nel momento in cui tutti si ritrovano di notte, nel bosco. Ci piaceva quell’atmosfera fra malinconia e festa”. La capacità di coinvolgere il pubblico, comunicando in modo orizzontale, fra pari, è tipica della band. “Le nostre canzoni nascono per strada, dove impari a stimolare l’attenzione della gente. All’inizio lo facevamo per avere monete nel cappello, poi abbiamo continuato nei locali per attirare l’attenzione di un pubblico che non è lì per te e per dimostrare al proprietario che meritavamo la cena che ci offriva. Questa cosa ci è rimasta e adesso la usiamo per sentirci il più possibile vicini ai fan e nei festival dove ci sono artisti più famosi di noi”.

Venendo dal busking, i quattro hanno eliminato “per questioni di coerenza e massima resa” ogni strumento elettronico. Nell’ultimo album “Natura viva” hanno però utilizzato campionamenti di suoni “concreti”, da una porta che cigola al rumore di una sedia che sbatte per terra. Li hanno poi suonati, mascherandoli grazie a vari effetti, dal riverbero alla variazione di frequenza delle note. “Ora replichiamo la stessa cosa live grazie all’Octapad e alla tastiera di Emanuele che permette di abbinare i suoni ai singoli tasti. Così, senza usare basi, né sequenze, possiamo riprodurre il disco. Con effetti anche disorientanti per il pubblico, come quando il batterista suona le note di basso con l’Octapad”.

Sul palco, i quattro – Eugenio Cesaro, Emanuele Via, Paolo Di Gioia, Lorenzo Federici – suonano su una linea orizzontale. Non ci sono musicisti sul fonte del palco e altri alle spalle. “L’idea è che siamo tutti frontman. Abbiamo iniziato quando facevamo scenette fra una canzone e l’altra, poi abbiamo mantenuto una linea orizzontale sul palco per dare modo al pubblico di vedere chi sta parlando in ogni momento e a noi quattro di guardarci in faccia e trovare la complicità”. Attenti ai temi della sostenibilità ambientale e della solidarietà, nell’ultimo tour Eugenio in Via Di Gioia hanno raccolto fondi per LVIA al fine di contribuire alla realizzazione di un pozzo in Mozambico, nella provincia di Nampula. “Ci lavoriamo nel nostro piccolo in tutti modi. Nel nostro merchandising ad esempio c’è una borraccia. Costa 10 euro, ma consente di evitare lo spreco di plastica”.

A proposito di sostenibilità ambientale, la band torinese sta lavorando a un grande progetto che si dovrebbe realizzare dopo l’estate. “Sarà un progetto mediatico a lungo termine che partirà dall’uscita di video legato a una delle canzoni di ‘Natura viva’ e che magari sfocerà in un raduno. Non posso dire altro se non che non vogliamo fermarci adesso che c’è un po’ di attenzione mediatica su di noi. Anzi, la vogliamo sfruttare per collaborare con grandi aziende che possono mettere a disposizione capacità e competenze. Da qui in poi, l’obiettivo è allargare il nostro fronte facendo rete con persone competenti”.

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