"No nominale, no secondary": Assomusica e i promoter contro la norma Battelli

In una conferenza stampa, i promoter paventano gli effetti della nuova norma: un aumento di 8-10€ del costo dei biglietti, code lunghe ai concerti, difficoltà nel cambiare il nominativo e diminuzione dei ricavi del settore.

"No nominale, no secondary": Assomusica e i promoter contro la norma Battelli

"No nominale, no secondary” - il titolo della conferenza stampa indetta da  Assomusica non lasciava spazio a dubbi sull’approccio degli organizzatori di concerti alla questione dell'introduzione del biglietto nominale: la legge numero 145 approvata lo scorso mese di dicembre è operativa dal 1 luglio per i concerti sopra le 5.000 persone. All’incontro con i media, oggi 8 luglio in un hotel milanese, erano presenti pressoché tutti i responsabili dei principali promoter Italiani: D’Alessandro e Galli, Friends & Partners, International Music & Arts, Live Nation, OTR, Ponderosa, Trident, Vertigo, Vivo Concerti. La categoria degli organizzatori si è ricompattata contro una legge definita "Demagogica", "Un'idiozia", "Già fallita ad una settimana dall'entrata in vigore".

Assomusica prevede che la norma avrà effetti molto concreti: un aumento del costo per i biglietti di 8-10€, code lunghe ai concerti, difficoltà nel cambiare il nominativo e diminuzione dei ricavi del settore (se volete approfondire, qualche giorno fa abbiamo pubblicato le f.a.q. sul biglietto nominale e un approfondimento sulle problematiche della norma).

“Qualcosa non funziona in questo meccanismo o nella norma”, apre la conferenza il presidente Assomusica Vincenzo Spera. A dimostrazione dell'inefficacia della legge, vengono citati i casi di Phil Collins (lo scorso 17 giugno a Milano, organizzato da Barley Arts, assente alla conferenza) e Rammstein, il prossimo 3 luglio 2020 (organizzato da Vertigo): entrambi gli show sono stati messi in vendita con biglietti nominali e con tagliandi finiti in vendita sui siti di secondary ticketing. A dimostrazione dell’incongruenza della norma, Spera cita anche il fatto che comprende non solo i concerti, ma anche l’ingresso a parchi acquatici e le multisale cinematografiche dalla grande capienza: "Il biglietto nominale mon funziona con il calcio e non viene effettuato come norma dai paesi europei ma lasciato all’iniziativa dei singoli organizzatori”.

Parlano quindi i promoter: De Luca (Live Nation) vede problemi tecnici nei tempi di produzione dello show e nell’apertura dei cancelli, con conseguenti malumori del pubblico: “I concerti non saranno più eventi di gioia”. Salzano di F&P rincara la dose: “Non risolverà il problema del secondary ticketing e disincentiverà la partecipazione ai concerti, oltre a creare una sensazione di controllo da stato di polizia”.  “La norma è talmente idiota che sembra quasi una punizione nei confronti della musica”, dice senza giri di parole Maurizio Salvadori di Trident. Mimmo D'Alessandro: "Una cosa buona questa norma l'ha fatta: ricompattare la categoria di chi organizza concerti. Ma per andare ai concerti bisognerà prendersi un giorno di ferie, quando per combattere il secondary ticketing basterebbe oscuare i siti". Andrea Pieroni (Vertgo): "Questa legge, ad una settimana dalla sua entrata in vigorie, è già miseramente fallita. I siti di di secondary ticketing venderanno ancora più biglietti, accollandosi anche il cambio di nominativo". Francesco Cattini (International Music & Arts): "Paradossalmente, se questa norma fosse stata applicata anche a settori come teatro e lirica, sarebbe fallita ancora più miseramente". Zard (Vivo): "Ad un recente concerto allo stadio abbiamo aperti i cancelli alle 14.30 e ci sono stati rallentamenti senza biglietto nominale. Non si può chedere agli spettatori di arrivare ore prima ai concerti".

L’introduzione della norma promossa dall'onorevole Battelli è un tema su cui si sono espressi anche artisti: si pensi alla recente lettera aperta di Cesare Cremonini. I promoter assicurano che questa è una norma che non va solo contro il pubblico ma anche contri gli artisti e che inizieranno ad arrivare dichiarazioni da parte dei cantanti - oggi fisicamente assenti - su questo tema.

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