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NEWS   |   Industria / 08/07/2019

Exit, il 'festival con dei valori' che non ha paura di diventare grande

Una 'fortezza' dove convivono EDM, rock, rap e molto altro: gli organizzatori del più grande festival dei Balcani, in occasione della diciannovesima della manifestazione, fanno il punto della situazione. Guardando al futuro...

Exit, il 'festival con dei valori' che non ha paura di diventare grande

Con oltre 128mila biglietti staccati nei primi tre giorni, l'edizione 2019 dell'Exit Festival - la manifestazione nata nel 2000 e dall'anno successivo ospitata dalla fortezza di Petrovaradin a Novi Sad, in Serbia - si avvia a registrare una delle sue edizioni migliori in termini di affluenza. Merito, senz'altro, di una line-up composita e sfaccettata, che ha affiancato alle abituali star della consolle - Carl Cox, Maceo Plex, Dimitri Vegas e Jeff Mills, sono per citarne alcuni - realtà più oblique -  Skepta, Chainsmokers, 65daysofstatic - e nomi di grande presa sul pubblico più tradizionalmente rock, sia sul versante classico - i Cure (nella foto, durante la loro esibizione sul main stage) - che emergente (Greta Van Fleet).

La convivenza, arte bella e difficile che da queste parti conoscono molto bene - la rassegna è organizzata da Exit Fondacija, che agisce come una società commerciale in veste di promoter del festival ma è attiva anche nel sociale con progetti a favore dei giovani, dell'integrazione e della promozione di attività culturali sul territorio - è stata assicurata da un'attenta ripartizione degli orari e degli spazi, che ha permesso ai diversi tipi di pubblico di smistarsi tra palchi tematici (dedicati a metal, urban, latin, dance) e spazi più generalisti come il main stage.

"Siamo nati come un movimento di giovani che sognavano un paese democratico", ricorda Marija Vujović, responsabile della promozione internazionale dell'Exit Festival, riguardo la nascita della manifestazione: "In Serbia il governo cambia molto spesso", spiega lei a proposito delle relazioni che legano la manifestazione alle istituzioni nazionali e locali, "In ogni caso, tutte le parti politiche riconoscono il valore sociale del nostro lavoro".

Benché prima dell'inizio dell'ultima giornata l'affluenza finale si possa stimare solo basandosi sulle proiezioni dedotte dai dati registrati nel primi tre giorni, è fuori di dubbio che la tendenza, negli ultimi anni, stia facendo segnare una crescita, in termini di pubblico. L'Exit, benché forte di una location che farebbe invidia a qualsiasi boutique festival europeo, non ha paura di diventare ancora più grande: "L'Exit Festival rimarrà per sempre nella fortezza di Petrovaradin", assicura la Vujović, che considera la suggestiva venue storica non sacrificabile sull'altare della capienza, "Il formato attuale di questa manifestazione, con una ventina tra palchi e zone riservate alle performance, ci andrà bene sicuramente per i prossimi anni. Poi, certo, l'obbiettivo è quello di crescere non solo in termini di numeri e di affluenza, ma anche di rilevanza, di nomi in cartellone e profilo. In ogni caso, siamo molto orgogliosi del fenomeno che siamo stati capaci di creare".

Passione e slancio civile, purtroppo, da soli non bastano per mettere in piedi uno dei più grandi festival del Vecchio Continente: per organizzare un manifestazione come l'Exit ci voglio anche i soldi, possibilmente tanti. Ma come tenere fede al proprio spirito senza compromettersi con partnership commerciali ingombranti? "Per la maggior parte i nostri finanziatori sono locali, legati al territorio", racconta la Vujović: "Poi sì, ci sono anche i grandi brand internazionali, che tuttavia non ci permettono di raggiungere il budget dei grandi festival dell'Europa occidentale".

Con un'audience per la maggior parte locale, serbo o in ogni caso dei paesi della ex Jugoslavia, e una buona fetta di pubblico straniero orientato sensibilmente dalle nazionalità degli headliner, gli organizzatori dell'Exit Festival non considerano la propria creatura solo un prodotto da rendere il più possibile appetibile ai mercati, a cominciare dalla scelta del cast: "Ovviamente non possiamo prescindere dalla disponibilità degli artisti in tour, ma a guidarci sono le opinioni dei fan, le analisi delle tendenze dei mercati e, soprattutto, la passione del team che cura la direzione artistica", conclude la Vujović, "In poche parole, anche se sembra banale dirlo, cerchiamo di scritturare i migliori. Mettiamo sempre la musica al centro, prima di ogni altra cosa, perché tutti noi siamo appassionati di musica: la qualità è la nostra priorità. Siamo un festival con dei valori".