Bill Wyman (Rolling Stones) ricorda le session di "Paint it black"

L'ex storico bassista degli Stones ci svela un piccolo segreto che ha reso "Paint it black" ancora più speciale

Bill Wyman (Rolling Stones) ricorda le session di "Paint it black"

Bill Wyman ormai dal gennaio del 1994 non è più parte dei Rolling Stones, come ben noto, ma non ha abbandonato la musica.

In una recente intervista nel corso dello show radiofonico "Ultimate Classic Rock Nights" ha ricordato un aneddoto poco noto riguardante le session che diedero vita al classicone "Paint it black". Le registrazioni si tennero a marzo del 1966 e la band, dopo aver terminato il lavoro in studio non era anora soddisfatta al 100%. In particolare Wyman spiega:

Incidemmo il pezzo e suonava benissimo. Eppure continuavo a dire 'Sembra un po' vuoto sui bassi'. E dire che io stesso ci avevo suonato il basso e Charlie (Watts) aveva fatto un lavoro splendido alla batteria. Eppure sembrava mancare qualcosa. Così dissi: 'Posso provare una cosa?'. Mi risposero: 'Tipo?'. E io: 'Una pedaliera'. E loro mi dissero: 'Ok, va bene'".

La pedaliera è uno strumento che in lingua inglese si chiama "organ pedals". Sostanzialmente è una tastiera che si aziona con i piedi ed è utilizzata solitamente per suonare la parte più grave di un pezzo.

Fra il dire e il fare, come spesso accade, c'è di mezzo il mare e una volta tirato fuori lo strumento Wyman si accorse di una cosa:

Vidi che non ero in grado di suonarlo coi piedi, per cui mi sdraiai a terra e lo suonai prendendolo a pugni. Ed ecco fatto: il pezzo era finito; suonava favoloso. Se avessi detto a qualche addetto ai lavori che volevi fare una cosa simile avrebbero pensato che eri pazzo. Eppure funziona. E' stato uno di quei momenti magici. E' accaduto e probabilmente non succederà mai più.

 

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