I Toto ammaliano Lucca: il report del concerto

Ieri sera, 5 luglio, la band si è esibita nell'ambito del Lucca Summer Festival. Rockol c'era...

I Toto ammaliano Lucca: il report del concerto

AOR, power pop, soft rock, yacht rock, progressive pop. Sono tante le etichette affibbiate lungo i quarant'anni di carriera ai Toto, supergruppo per antonomasia formato dai fratelli Porcaro e Steve Lukather. In pratica i Toto sono tra le band più amate dai musicisti per le loro indiscusse capacità tecniche e tra le più odiate dagli amanti un po' snob del rock per una certa scrittura standard del loro canzoniere.

Dopo 14 dischi venduti in decine di milioni di copie, scioglimenti e ricongiungimenti, lutti e vari cambi di formazione, il gruppo di Los Angeles torna in Italia per tre date, l'ultima delle quali ieri nella Piazza Napoleone del Lucca Summer Festival (guarda un video dei momenti salienti e leggi la scaletta).
Della formazione iniziale sono rimasti solo il prodigioso chitarrista Steve Lukather, di fatto il leader della band, e il tastierista e autore Steve Porcaro, entrambi anche prestigiosi session men che hanno suonato con mezzo mondo del panorama pop rock. In questo ultimo tour si sono fatti accompagnare da altrettanti turnisti d'eccezione da Warren Ham ai fiati e alle voci (già sentito a Lucca, insieme a Lukather, lo scorso anno nella superband di Ringo Starr) a Lenny Castro alle percussioni, Joseph Williams alla voce, l'ex batterista degli Steely Dan Shannon Foster, Shem von Schroeck al basso e il sostituto di David Paich, il talentuosissimo ventisettenne Dominique Taplin, l'ultimo tastierista di Prince nel live.

“40 trips around the sun" è ovviamente un tour autocelebrativo che mette insieme i principali successi della band - “Hold the line” che fa subito capolino come secondo pezzo del set, “Rosanna” “I'll be over you” e “Georgy Porgy” qui eseguite in versione raccolta e acustica con tanto di storytelling sulla creazione delle composizioni – ma c'è stato spazio anche per qualche lunga suite strumentale come il “Desert theme” della colonna sonora del Dune di David Lynch e il jazz fusion prog “Jake to the bone”.  C'è anche spazio per una delle tante canzoni scritte da Steve Porcaro, che suona poco ma si fa sentire, come “Human nature” finito su “Thriller” di Michael Jackson, e per doverosi omaggi ai Beatles, in particolare a George Harrison la cui “While My Guitar Gently Weeps” convinse Lukather a imbracciare la chitarra - e il suo assolo ieri sera rimane una delle cose da ricordare del concerto. Gli occhi del pubblico e le riprese dei megaschermi sono tutti puntati sui singoli musicisti mentre eseguono “Stop Loving you” tutta in levare  e il bel lungo solo jazzy di Dominique Taplin (segnatevelo questo nome).

Alla fine non può mancare la hit “Africa” tratta dal loro disco Toto IV, tornata prepotentemente in auge grazie alla cover degli Weezer e dalla distopica installazione che risuonerà per l’eternità nel deserto della Namibia, qui eseguite in una lunga versione che ne accentua le tinte world con un lungo solo alle percussioni e il supporto della band ZFG composta dai figli d'arte Trev Lukather e Sam Porcaro che hanno anche suonato come supporting band.
Due ore di musica ben suonata che il pubblico amante della band ha apprezzato in toto (perdonate la battuta).

(Michele Boroni)

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