Interrogazione parlamentare del M5S su Jova Beach. La replica: "Fake news"

Al via il tour di Jovanotti, domani da Lignano. Le deputate del MoVimento 5 Stelle Terzoni e Fontana chiedono chiarimenti al Ministero dell'ambiente, ma la produzione smentisce seccamente ogni addebito

Interrogazione parlamentare del M5S su Jova Beach. La replica: "Fake news"

Parte il via domani, 6 luglio, da Lignano Sabbiadoro il Jova Beach Party, l'innovativo tour di Jovanotti sulle spiagge italiane. Arriva però una nuova polemica per il progetto di Lorenzo Cherubini:  le deputate del MoVimento 5 Stelle Patrizia Terzoni e Ilaria Fontana, secondo quanto riportato da Repubblica, dichiarano di avere presentato un'interrogazione al Ministero dell'Ambiente "per avere risposte in merito ai danni a flora e fauna che potrebbero essere stati provocati sui litorali italiani a causa dei lavori per il tour estivo di 17 tappe dell'artista Jovanotti".

vogliamo andare a fondo sulla vicenda e vigilare su questi tipi di interventi che coinvolgono le aree costiere del nostro Paese: bene promuovere musica e cultura ma in un quadro regolatorio chiaro e senza mettere in pericolo la nostra biodiversità.
Ci sentiamo infine di lanciare un accorato appello a Jovanotti, di cui conosciamo la sensibilità ambientale e non solo: non trasformi la sua splendida Serenata rap in un requiem per la natura e i delicati ecosistemi delle spiagge italiane

Nei giorni scorsi un altro deputato del M5S, Giuseppe D'ippolito, aveva espresso posizioni critiche, ottenendo una risposta dal comune di Roccella Jonica.
Questa volta, scrive il quotidiano romano, a rispondere è direttamente Maurizio Salvadori, che con Trident Music produce Jova Beach Party:

L’interrogazione parlamentare delle deputate dei 5 stelle Patrizia Terzoni e Ilaria Fontana è del tutto tardiva e chiaramente disinformata. Da oltre sei mesi la nostra società –che opera in partnership con il WWF – ha lavorato alacremente per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie all’effettuazione del tour di Lorenzo Jovanotti Cherubini nei lidi italiani. Queste autorizzazioni sono state rilasciate dopo la presentazione di specifici studi di incidenza ambientale e successive valutazioni delle commissioni regionali a ciò specificamente preposte. Abbiamo evitato tutte le località che, nel corso degli studi, davano segnali di particolare delicatezza o criticità ed abbiamo accettato in più occasioni di modificare i nostri programmi per garantire il massimo rispetto dell’ecologia dei luoghi costieri. La nostra società ha quindi dato le più ampie garanzie di tutela sul territorio, impegnando cospicue risorse economiche e professionali nello studio degli ambienti e nel conformarsi a tutte le prescrizioni ricevute dalle autorità ed istituzioni competenti. Tutto questo percorso è stato monitorato quasi quotidianamente e condiviso dal WWF che ci ha continuamente consigliati e supportati sulle doverose scelte da effettuare a protezione dell’ambiente e che ringraziamo.

Nonostante ciò, ci troviamo ad essere ingiustificatamente e ripetutamente aggrediti dalla continua e ripetitiva diffusione di fake news di natura diffamatoria, tali da ledere il lavoro e l’immagine nostra e dell’artista con il quale lavoriamo, sebbene siamo tutti impegnati nella realizzazione di un progetto altamente innovativo e promotore di messaggi trascurati da chi muove le censure, come quello del “plastic free” che viene portato in tutti i concerti dal WWF. Si legge, ad esempio, di costruzione di presunti eliporti, costruzione di strade, distruzione di dune protette, distruzione di nidi, laddove -in molte delle spiagge menzionate- i concerti del nostro tour sono invece l’occasione per effettuare bonifiche, ripulire dalla spazzatura, valorizzare i territori e dare occasione di lavoro in zone depresse

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