Poca trasparenza nei dati di vendita dei biglietti dei concerti

In Italia - al contrario di quanto accade da altre parti - è spesso impossibile accedere ai dati di vendita dei tagliandi dei concerti. Una analisi del Corriere della Sera.

Poca trasparenza nei dati di vendita dei biglietti dei concerti

E’ stata pubblicata oggi su 7 del Corriere della Sera, a firma Andrea Laffranchi, una analisi nella quale si riflette sulla vendita dei biglietti dei concerti. Concerti che a volte andrebbero sold out solo se gonfiati dalla diffusione di un buon numero di ticket in omaggio.

Nessun promoter è disposto a condividere la realtà dei numeri che spesso dipinge uno scenario del tutto differente rispetto ai trionfali comunicati che vengono inoltrati. I numeri della Siae, che rendiconta nel dettaglio il numero dei biglietti venduti e degli incassi di un concerto, viene diffuso e propagandato solamente in occasione di numeri lusinghieri.

Laffranchi paragona la musica al calcio, dove viene comunicato ad ogni partita il numero dei paganti e quello degli abbonati. A un concerto non si conosce mai esattamente il numero delle persone presenti. Così, ha fatto notizia, nei giorni scorsi, Ligabue, che, dopo aver debuttato in tour con il palco a metà campo per far sembrare lo stadio più pieno di quanto non fosse, con conseguenti proteste del pubblico per il ricollocamento di alcuni settori, con un post sui social network ha ammesso che ‘l’affluenza di pubblico è inferiore alle previsioni dell’agenzia’.

Le vendite degli album e gli ascolti in streaming sono certificati, mentre i biglietti venduti a un concerto non lo sono. Una situazione molto italiana, negli Stati Uniti, infatti, vengono riportati con precisione il numero dei biglietti venduti e quello dei dollari incassati. Proprio oggi abbiamo riportato la notizia sui tour che – fonte Pollstar – hanno incassato di più nei primi sei mesi del 2019. In Italia, spiega Laffranchi,  i numeri li custodisce la Siae, ma non li diffonde senza il consenso degli interessati. E, secondo il giornalista, nessuno dei maggiori promoter sembra disponibile a fare un'operazione trasparenza.

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