Tik Tok sotto indagine in Gran Bretagna

La app, dopo la multa comminatagli negli Stati Uniti in febbraio, ora è sotto la lente delle autorità inglesi.

Tik Tok sotto indagine in Gran Bretagna

Nel febbraio 2019, la social app TikTok ha accettato di pagare 5,7 milioni di dollari in accordo con la Federal Trade Commission (FTC) degli Stati Uniti in seguito alle accuse di aver raccolto illegalmente informazioni personali dai bambini. Secondo la FTC, questa è stata ‘la più grande sanzione civile mai ottenuta dalla Commissione in un caso di privacy riguardante i bambini’. Ora anche l’autorità che regola la privacy nel Regno Unito, ICO, sta indagando sul caso.

Come riporta il Guardian, Elizabeth Denham, il commissario per le informazioni del Regno Unito, ha dichiarato: “Stiamo guardando i tools per i bambini. Stiamo guardando il sistema di messaggistica, che è completamente aperto. Stiamo guardando il tipo di video che vengono raccolti e condivisi dai bambini online. In questo momento abbiamo in corso un'indagine su TikTok”.

Questa indagine intende esaminare se TikTok stia violando la legislazione generale sulla protezione dei dati (GDPR). Dal canto suo TikTok con una dichiarazione ufficiale intende collaborare alla inchiesta: "Collaboriamo con organizzazioni come l'ICO per fornire informazioni pertinenti sul nostro prodotto per supportare il loro lavoro. Per garantire che i principi di protezione dei dati siano considerati una priorità assoluta per TikTok".

La applicazione era già sul radar dell'ICO, e non solo a causa dell’accordo con l'FTC di febbraio. A maggio, l'ICO e il regolatore delle comunicazioni Ofcom hanno pubblicato uno studio condotto dalla società di ricerche Jigsaw Research su "preoccupazioni degli utenti di Internet e sull'esperienza dei potenziali danni online". Una slide ha presentato i risultati ottenuti chiedendo ai 12-15enni di quali marchi si fidano per essere protetti da contenuti offensivi; non fornire informazioni fuorvianti; e utilizzare i propri dati in modo responsabile/proteggere i propri dati personali.

Per tutte e tre le domande TikTok è in fondo alla lista: solo, rispettivamente, il 40%, il 40% e il 42% degli intervistati hanno concordato con tali dichiarazioni. In tutta onestà, fa notare MusicAlly, anche Facebook, YouTube e Snapchat hanno totalizzato meno del 50%.

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