Afterhours: "Due concerti nel 2019, primo o poi un altro disco, ma senza diventare band-azienda"

Due sole date nel 2019, a Bologna il 18 luglio e a Taranto, il 19 agosto: Manuel Agnelli e Rodrigo D'Erasmo raccontano il presente e il futuro della band

Afterhours: "Due concerti nel 2019, primo o poi un altro disco, ma senza diventare band-azienda"

La giornata è di quelle torride, a Milano. Incontriamo Manuel Agnelli e Rodrigo D’Erasmo a Germi, il loro locale milanese, per parlare degli Afterhours e delle due date estive. Doveva essere un solo concerto, al Sonic Park Festival di Bologna, il 18 Luglio. Poi è arrivata anche una seconda: Cinzella Festival di Grottaglie. “Abbiamo accettato per suonare al sud, vicino a Taranto, un posto così importante e simbolico oggi, in uno dei pochi festival dedicati esclusivamente al rock di questa estate…”, spiegano.
Manuel ha una maglietta degli Afghan Whigs dell’amico Greg Dulli. Rodrigo, in camicia bianca, impeccabile nonostante il caldo. Si parla dei concerti, ma diventa l’occasione per fare il punto sulla band, che negli ultimi anni è stata ferma, o quasi, tranne pochi significativi eventi, come il concerto per i 30 anni del 2018, poi diventato il disco live/DVD “Noi siamo Afterhours”. 

Partiamo dai concerti del 2019. Che cosa aspettarsi?
Manuel: Sono eventi unici. Proprio perché lo sono,  faremo comunque una scaletta non dico dai greatest hits, ma comunque per accontentare il pubblico. Non stiamo a fare i pipparoli… Qualche particolarità la vogliamo mettere ma proprio per accontentare il pubblico: dei pezzi che è da un po' che non facciamo, da 10 o 15 anni. E suoneremo molto da "Folfiri e Folfox”, un disco che per noi è ancora molto attuale, di cui andiamo orgogliosi, e che non vediamo l’ora di riprendere in mano.


 

Gli Afterhours hanno fatto solo tre concerti in due anni. Cosa succede alla band?
M: È sicuramente un periodo di pausa dovuto a tante cose. La prima è quella di non far diventare gli Afterhours un'azienda itinerante. È comodo per tutti perché guadagni dei soldi, vai giro, ti fai vedere. Ma fai marcire il progetto. Tutti noi abbiamo delle attività collaterali: credo che anche emotivamente sia bello che tutti possono sfogarsi, in modo da tornare poi nelle band con la voglia di far le cose e non nei ritagli di tempo. Organizzare gli After non è semplice e voglio che quando lo facciamo, siamo tutti motivati.

Usi spesso questa metafora della band-azienda.
M: Se la band diventa un’azienda, per carità, è progetto che funziona: passi ritiri lo stipendio, fai il meglio perché sei un professionista. Però diventa scontato. Secondo me il modo migliore è che tutti vivano liberamente e che alla fine ci si ritrovi per fare cose importanti. 

Quanto ci vuole per rimettere in pista gli Afterhours, quando stanno fermi?
Rodrigo: E’ chiaramente difficile: devi togliere le ruggini, devi ritrovare il ritmo partita, per usare una metafora calcistica. Ma l’anno scorso, per il concerto dei 30 anni, abbiamo fatto il Forum: è stato come fare una finale senza campionato. Preparare un evento di quella portata, arrivandoci direttamente senza un tour, senza date zero, e facendo il record dei paganti per la band… Abbiamo avuto un giorno di allestimento in loco,  pochi giorni di prove, perché non è nel nostro DNA stare un mese in studio. E’ stata una palestra enorme. Quest’anno facciamo due finali senza campionato, ma siamo prepararati.
Manuel:  ci siamo sorpresi di quanto velocemente ritrovassimo la chimica. È complicato però è la riprova che si può fare. 

Di quanti giorni di prove avete bisogno?
Manuel: Non molti, perché gli After sono tutti musicisti molto prepararati. Ma siamo una band, non solo dei musicisti. Non è solo fare le parti giuste, ma trasformarsi in un animale unico. Ci sono stati tour in passato in cui abbiamo fatto le prime date decentemente, ma quello spirito non c’era, non del tutto, è arrivato dopo. Fare pochi concerti è un azzardo, come diceva Rodrigo: Due o tre giorni possono bastare per mettere in piedi la scaletta, ma trovare quello spirito è un'incognita. Il grosso vantaggio è che gli Afterhours sono una squadra da Champions, che rende più sul palco che durante le prove. 

Cosa succede agli Afterhours dopo queste date? 
Manuel: non lo so e non lo voglio sapere. Sicuramente questa è una formazione fantastica, fatta di grandissimi talenti e quindi per quel che mi riguarda è una formazione con la quale vale la pena provare a fare un altro disco. Ma noi andiamo avanti di disco in disco, e faremo così.

Manuel, tu arrivi dal primo tour solista, con Rodrigo. Hai già accennato in passato all’idea di un album da solo.
Si, ho la voglia di farmi un mio disco, un mio progetto. In questi anni io sono stato soprattutto sugli Afterhours: è giusto, ma è sempre una band e quindi a livello progettuale professionale e artistico hai a che fare direttamente con altre teste pensanti. 
Non ho mai fatto un  mio progetto solista in studio. A cinquant'anni mi sono ribaltato la vita andando in televisione e facendo cose mai fatte prima, e voglio provare ad andare in fondo.  Ma nnon voglio che sia masturbatorio: per me sarà molto importante, lo voglio fare bene. 

Hai già iniziato a scrivere?
Ho iniziato a scrivere delle cose con Rodrigo, ma non so ancora bene dove andrà se con la band, in un progetto collaterale, un pezzo qui un pezzo là, o in un progetto unitario con un altro nome. so che voglio scrivere al di fuori degli After, senza scadenze. Che cosa salterà fuori ancora non  lo so.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.