Cesare Cremonini e i concerti: una riflessione su sold-out e biglietto nominale

Il cantautore bolognese fa il punto sulla corsa al 'tutto esaurito', sul problema delle venue per grandi eventi al sud e sul biglietto nominale. Che 'farà aumentare il prezzo dei biglietti, perché...'

Cesare Cremonini e i concerti: una riflessione su sold-out e biglietto nominale

In un lungo post pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale, il già leader dei Lunapop Cesare Cremonini si è abbandonato a una lunga e approfondita analisti di alcune tendenze nel mercato italiano della musica dal vivo odierno.

Il primo argomento che ha toccato l'artista bolognese è la "corsa al sold-out", perché - spiega lui - "esiste una guerra di comunicazione e una corsa malata ai numeri che, in alcuni casi, appare forzata": tuttavia, l'argomento del "tutto esaurito" nel mondo del live promoting non può essere ridotto a un mero strumento di propaganda, perché "un concerto in uno stadio, come in altre grandi o piccole location, prima di rendere, costa. Costa e moltissimo a chi lo organizza. Soprattutto nel caso di tour importanti con numeri che fanno la differenza, di artisti che hanno per questo un compenso adeguato e una produzione competitiva all’altezza dell’entità dell’evento. (...) Se si potesse sapere da quale numero di biglietti venduti esiste un reale guadagno in una data di un tour, anche del mio, non credereste normale che si accetti un rischio d’impresa così alto. Il motivo dei costi è causato da più fattori su cui sarebbe bene riflettere anziché tirare conclusioni affrettate, riducendo il discorso unicamente alle vittoria o la disfatta degli artisti, che al pari delle polemiche politiche non ottengono molto di più che il far discutere al bar i soliti rancorosi perditempo haters con i soliti permalosi fan".

Cremonini passa poi ad analizzare la nuova legge sul biglietto nominale: dopo aver ricordato l'importante impatto positivo dal punto di vista economino che i grandi eventi live hanno sul territorio, l'artista ricorda che "lo Stato che continua a sostenere economicamente e giustamente canti popolari lombardi, feste di piazza o film che non usciranno, non sovvenziona nulla di tutto questo e dal mio punto di vista credo sia molto meglio così. Il merito di questa forza deve essere tutto nostro, di chi lavora (sono migliaia i posti di lavoro qualificato che la musica live assicura) e del pubblico che ha capito che la musica è una industria dell’umore sì, ma anche dell’economia reale. Sostenerla significa in primo luogo dare valore alle qualifiche e alla professionalità, che sono fondamentali per evitare tragedie come quelle di Corinaldo".

"Quel bel regalo che è la legge sul biglietto nominale, invece, (...) siamo sicuri che porti bene al pubblico oltre a molti problemi in più per gli organizzatori dei concerti?", si domanda Cremonini: "Spero di sì. In termini pratici la prima cosa che accadrà sarà un aumento del prezzo dei biglietti perché se, come accade sempre, anziché colpire i colpevoli, (i bagarini divenuti business-man tramite le possibilità della Rete) siccome non ci riesci, colpisci le società (di calcio, di produzioni musicali e via dicendo) le società reagiranno ai nuovi costi aggiuntivi (personale in più per i controlli, entrate con nuovi tornelli, strutture aggiuntive ecc..) alzando i costi. Ma anche il pubblico [a causa delle limitazioni dovute alla nominatività del tagliando] verrà presto messo in maggiore difficoltà".

In ultimo, "la cosa più importante", come ammette lo stesso Cremonini: "Il Sud non ha solo il turismo. Ha la musica nel sangue (...): Città straordinariamente belle e importanti come Napoli, Palermo, Reggio Calabria, regioni abbandonate come la Basilicata e la Sardegna, tutta la Sicilia e la Calabria, non hanno da anni luoghi sicuri in cui creare grandi eventi con un margine di rischio accettabile e nessuno muove un dito. Fare numeri che coprano i costi di produzione nelle strutture del sud è sempre meno scontato e un’Italia a due velocità produce una cautela maggiore su tutti i fronti. In alcuni casi si inizia un anno prima proprio per permettere a tutti di godere di un evento straordinario".

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