Massimo Volume e Giardini di Mirò: “Siamo il rock ancien régime”

Emidio Clementi e Jukka Reverberi raccontano in un’intervista doppia il minitour dei due gruppi
Massimo Volume e Giardini di Mirò: “Siamo il rock ancien régime”

Niente introduzioni cerimoniose. Jukka Reverberi fa un cenno con la mano e sul palco con i Giardini di Mirò sale Emidio Clementi dei Massimo Volume. “Vai Mimì!”, urla qualcuno mentre il gruppo attacca “Malmoe (… My supreme idea of love)”. È la seconda di quattro date del minitour dei Massimo Volume con i Giardini di Mirò, un double bill che sta portando due gruppi ormai storici del rock italiano underground in luoghi suggestivi dove propongono i rispettivi set e alcuni momenti assieme: il 25 giugno al Teatro Romano di Verona, il 26 al Castello Sforzesco di Milano, il 7 luglio a Villa Ada a Roma, il 28 alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Abbiamo chiesto a Jukka e a Emidio di raccontarci questo incontro in un’intervista doppia.

Qual è lo spirito del tour?
Emidio Clementi: Siamo due gruppi dell’ancien régime che si conoscono, si stimano, si ritrovano.
Jukka Reverberi: Questo però non è un ritorno al passato. Veniamo sì dal passato, ma guardiamo avanti. Non siamo alla moda e non facciamo musica che i ragazzetti vogliono ascoltare, ma chi se ne frega.

C’è qualcosa in cui i vostri gruppi si somigliano?
Emidio Clementi: Nel suono chitarristico, anche se noi abbiamo dei momenti più nervosi. E poi abbiamo tutti e due dei dischi nuovi, di celebrativo c’è poco.
Jukka Reverberi: Nella centralità delle chitarre. Non sono strumenti del passato, hanno ancora molto da dire. Nell’ultimo disco dei Massimo ci sono chitarre che suonano nuove, moderne, vive. Entrambi spaziamo da momenti riflessivi, quasi ambientali, a impennate di volume. E poi la voce, che è un elemento strano per entrambi: per noi una forzatura che abbiamo inserito nel tempo in modo tradizionale, per i Massimo Volume la voce è… quella roba lì.

È importante per entrambi il concetto di ripetizione in musica?
Emidio Clementi: Veniamo da un’epoca in cui si utilizzavano giri ripetuti e ipnotici, quello che poi è diventato il loop. Quello che mi affatica sempre della musica classica è il continuo mutamento del paesaggio. La ripetitività mi fa sentire subito a casa.
Jukka Reverberi: Il punk è stata una musica formativa e lì c’era un elemento di ripetizione molto forte dettato anche da una non padronanza di strumento e strutture. Poi anche noi abbiamo scoperto la classica contemporanea, i minimalisti americani, la ripetizione come elemento psichedelico in cui ti perdi con la testa e ti fai il tuo viaggio.

Qual è il grande pregio del gruppo dell’altro?
Emidio Clementi: Invidio ai Giardini la capacità melodica. Non sapendo cantare, sono molto attratto dalla voce e dalla melodia. E poi la compattezza di suono. Sono molto brani a suonare insieme. Il nostro suono mi sembra più scollegato.
Jukka Reverberi: Sono sempre stato un grande fan dei Massimo Volume, fin dall’inizio. Hanno portato nel panorama italiano, che è un po’ asfittico, un suono internazionale, rimanendo italianissimi. Nella musica italiana ho sempre trovato invece poca attenzione al suono. Sono un gruppo internazionale che ha innovato prendendosi dei rischi.

In “Failed to chart” dei Giardini Glen Johnson dice: “la sua era una nobile arte, ma non è mai entrato in classifica”. Vi ci riconoscete?
Emidio Clementi: Assolutamente. Ho visto un’intervista a De Gregori che diceva: da quando in qua si giudica la qualità dai sold out?
Jukka Reverberi: E difatti io considero quella dei Giardini di Mirò una storia di successo.

Dall'archivio di Rockol - in tour con i Giardini di Mirò
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale
14 nov
Scopri tutte le date

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.