Rogo alla UMG, persi anche i master di Ennio Morricone: la lista completa

In una circolare interna del 2010 la Universal elenca tutte le incisioni andate perdute nell'incendio di due anni prima al magazzino di Los Angeles: c'è anche il nome del Maestro, oltre a quelli di Who, Police, Iggy Pop, Sonic Youth, Primus e molti altri

Rogo alla UMG, persi anche i master di Ennio Morricone: la lista completa

Era stata battezzata Project Phoenix - con la citazione diretta della fenice, l'animale mitologico capace di rinascere dalle proprie ceneri - l'operazione (segreta) che la Universal aveva varato nel 2010 per cercare di annullare - o, per lo meno, di ridurre al minimo - i danni causati dall'incendio del 2008 al Building 6197 degli Studios di Hollywood, California, nel quale era andato distrutto praticamente tutto l'archivio dei master in possesso della UMG: a svelarlo è stato il New York Times nel corso di una nuova puntata dell'inchiesta che ha fatto luce sul più grande disastro - in termini di distruzione di materiale - che abbia mai colpito la storia della musica contemporanea.

I vertici di UMG decisero di mettersi alla ricerca di eventuale copie dei master su scala globale, senza però mai svelare la reale ragione di tale interesse archivistico. Tuttavia, in una circolare inviata all'epoca ai dirigenti del gruppo - e oggi recuperata dal NYT - i vertici di Universal avevano stilato una lista di artisti il cui catalogo è stato colpito (più o meno parzialmente) dal disastro.

Oltre ai già citati Buddy Holly, John Coltrane, Etta James, Al Green, Ray Charles, Elton John, B.B. King, Nirvana, Snoop Dogg, Chuck Berry, Tom Petty, Joan Baez, Nine Inch Nails, Neil Diamond, Cat Stevens, Eric Clapton e R.E.M. - solo per citare alcuni dei nomi trapelati in un primo momento - la lista compilata dalla dirigenza dell'etichetta svela come nell'incidendio siano andati distrutti anche incisioni originali di Who, Police, Dolly Parton, Iggy Pop, Weezer, Blink-182, Beck, Common, Temple of the Dog, Audioslave, Sonic Youth, Primus, Boston, Cher, Sublime, Wallflowers, Limp Bizkit, Damned, Chaka Khan e persino la registrazione originale di un discorso di Martin Luther King. Nella lista riferita dal New York Times - che disponibile a questo indirizzo - figura anche il nome di Ennio Morricone: nel documento, tuttavia, al momento non sono indicate quali registrazioni del Maestro due volte premio Oscar sono state interessate dal disastro.

Solo qualche giorno fa i management di Soundgarden, Hole e Steve Earle e le fondazioni che amministrano le eredità di Tupac Shakur e Tom Petty avevano annunciato una class action nei confronti del gigante discografico: secondo le prime indiscrezioni la somma totale richiesta come risarcimento ammonterebbe a 100 milioni di dollari.

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