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NEWS   |   Italia / 20/06/2019

“Vento del sud” dei Tiromancino: la Giamaica in Puglia

Un ponte fra Puglia e Kingston. Così Federico Zampaglione descrive il nuovo singolo del gruppo. In attesa dell’album che uscirà nel 2020 e di un tour estivo con orchestra

“Vento del sud” dei Tiromancino: la Giamaica in Puglia

“Ti prego, scrivi reggae, non reggaeton. In questa canzone non c’è plastica”. Federico Zampaglione si riferisce a “Vento del sud”, il nuovo singolo dei Tiromancino. Si intitola come il film del 1959 con Claudia Cardinale, ma non parla di mafia, né di vendette. Parla di amore, di estate e di una ragazza cresciuta con il vento del sud, vale a dire la fidanzata del cantante Giglia Marra, co-autrice del pezzo con Antonio Marcucci, Federico e Domenico Zampaglione. “Ho cominciato a frequentare i suoi parenti a Mottola, vicino a Taranto. Mi piace quell’atmosfera quasi giamaicana, un’evasione da Roma e dalla sua aria pesante e oppressiva”.

La canzone è leggera ed estiva. È musica d’evasione che unisce vari elementi. “Non trovi tracce di computer. Ci sono delle vere marimbe, la tromba suonata da mio fratello, la chitarra che suono io rendendo omaggio ai Dire Straits, un mandolino. La canzone è un mix fra sonorità giamaicane e tradizione italiana, è un ponte fra Italia e Kingston”. È accompagnata da un video diretto da Zampaglione che vedremo nella settimana del 24 giugno. Com’è noto, il cantante è anche regista. “Ho per le mani il soggetto di un thriller a cui ogni tanto lavoro come hobby. Lo tengo lì: sono ancora concentrato sulla musica e voglio passare un po’ di tempo con mia figlia prima che diventi troppo grande”.

“Vento del sud” segna il ritorno dei Tiromancino in Virgin, l’etichetta che pubblicò i classici del gruppo. La discografia nel frattempo è cambiata. “Sì, ma per me il ritorno in Virgin ha un grande significato. Ho trovato una squadra che ha rispetto verso le mie scelte artistiche. È fondamentale”. Un mese fa Zampaglione ha scritto su Facebook di sentirsi come un artigiano del legno che non ha alcuna intenzione di usare materiali scadenti per compiacere il mercato. “Esatto. La musica è un fatto artigianale. Non va industrializzata. Al buon legno, per così dire, non ho mai rinunciato. Ho fatto guerre per non usare la formica”.

Il singolo inaugura un percorso di avvicinamento al nuovo album che uscirà probabilmente all’inizio del 2020. “Ci saranno molte più chitarre”, promette Zampaglione che però non racconta molto altro. “Ci sto lavorando. Sarà diverso da ‘Nel respiro del mondo’ che aveva le sonorità del prodottore Luca Chiaravalli. Il nuovo album sarà più Tiromancino. E segnerà un ritorno all’indie. Noi lo abbiamo inventato questo genere: quando lo dite su Rockol? Negli anni ’90 c’era l’indie da centro sociale e il nostro indie cantabile che cercava di uscire dal linguaggio standard della canzone. Credo che nell’indie di oggi questa cosa si senta, anche nei testi”. E quindi ci saranno musicisti indie nel nuovo album? “Sì”.

Zampaglione non sbaglia. La lingua del quotidiano, le atmosfere intimiste, il gusto per le melodie: il cosiddetto it-pop deve qualcosa ai Tiromancino. Non a caso, Calcutta e Tommaso Paradiso sono apparsi in “Fino a qui”, dove Zampaglione ricantava i suoi vecchi successi con vari artisti. “Pensa un po’, sono venute sia le grandi star del pop come Jovanotti e Tiziano Ferro, sia gli indie, sia uno come Mannarino che è quasi etnico. Una soddisfazione incredibile. Segno che quelle canzoni hanno colpito tutti. Lì ho capito che la mia era una musica trasversale”.

Intanto, i Tiromancino sono impegnati in un tour con la Ensemble Symphony Orchestra, con date previste dal 27 giugno al 31 agosto. “Sul palco ci sono più di 20 musicisti. Alcuni pezzi avevano già parti di archi, altri arrangiamenti li abbiamo fatti col maestro Giacomo Loprieno”. Una data speciale sarà quella del ritorno a casa, il 1° luglio alla Cavea Auditorium Parco della Musica di Roma. “Ci sarà Alessandra Amoroso. Per la prima volta, canteremo dal vivo ‘Due destini’ assieme. E ci sarà un superospite che però non posso ancora annunciare”.

Zampaglione promette che non sarà un concerto elegante e seduto. “No no, specie nella versione estiva è un concerto molto dinamico e ritmato, con l’orchestra che si adatta alle cose rock. Ci sono funk, reggae, musica latina. Suono quasi 10 ore al giorno per padroneggiare questi stili. Venite a vedermi e vi farete tutta un’altra idea di me. Secondo me, pensando ai dischi, di me avete un’immagine da cantautore un po’ malinconico. Guardate che dal vivo è tutto diverso”.

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