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NEWS   |   Industria / 20/06/2019

NUOVOIMAIE per gli emergenti: 'Sì al sostegno, no all’assistenzialismo'

A pochi giorni dalla scadenza del bando 2019 per premi e concorsi, il consigliere Andrea Marco Ricci fa il punto della situazione: ‘Ecco i nostri obbiettivi’

NUOVOIMAIE per gli emergenti: 'Sì al sostegno, no all’assistenzialismo'

Alle ore 12 del prossimo 3 luglio scadrà il bando 2019 promozione premi e concorsi di NUOVOIMAIE, fondo da 500mila euro che l'Istituto Mutualistico di Artisti, Interpreti ed Esecutori, nell’ambito dei fondi ex art. 7 della legge 93/92, ha destinato a organizzatori di concorsi rivolti alla scoperta e valorizzazione di gruppi e artisti emergenti.

Benché restino ancora due settimane di tempo per ricevere ed elaborare tutte le candidature, la tendenza delle adesioni - ci racconta Andrea Marco Ricci, consigliere di NUOVOIMAIE per il settore audio - è già solidamente delineata: "I dati ci dicono che chi ha aderito all'iniziativa in passato tende a partecipare di nuovo, e - contemporaneamente - stiamo registrando un netto aumento delle nuove partecipazioni".

Giunto alla terza edizione, il bando promozione premi e concorsi di NUOVOIMAIE ha supportato, solo nel corso dell'anno passato, oltre duecento eventi di musica dal vivo, sovvenzionando per almeno otto date i tour di venticinque artisti selezionati dalle giurie di alcuni dei più prestigiosi concorsi musicali italiani, come - per esempio - 1MNext, il contest legato al Concertone del Primo Maggio di Roma. "Abbiamo sostenuto proposte di ogni genere, dal pop alla lirica, passando per il jazz, il folk, la world e il cantautorato", prosegue Ricci: "E, soprattutto, con l'unico presupposto che l'artista fosse discograficamente emergente: i premi sono andati tanto a ragazzi alle prime esperienze nel mondo della musica quanto ad artisti già conosciuti come Giuseppe Anastasi, storico autore di Arisa e vincitore, lo scorso anno, della Targa Tenco per la migliore opera prima".

"La qualità non la definiamo noi, ma le giurie", tiene a precisare Ricci: "Soprattutto, noi agli artisti non diamo soldi, ma un'opportunità, perché il fondo non viene erogato al vincitore, ma all'agenzia di booking, scelta dall’artista, che ne organizzerà il tour: crediamo, infatti, che gli artisti debbano fare gli artisti. Il nostro non è assistenzialismo, ma collaborazione con il settore musicale: il nostro scopo è da una parte quello di finanziare i live come mezzo di promozione di prodotti e progetti discografici, e dall'altra di permettere agli operatori della filiera di operare scelte coraggiose a rischio basso o zero, sapendo di avere delle serate a disposizione finanziariamente già coperte".

Il successo dell'iniziativa non significa che non esistano margini di miglioramento. "Abbiamo contattato tutti i vincitori delle edizioni passate, e tutti ci hanno ringraziato, ma non abbiamo comunque rinunciato a chiedere quali miglioramenti possano ancora essere apportati al bando, come - per esempio - gli anticipi finanziari alle agenzie e i 1500 euro di contributo alle società di booking da destinarsi alla promozione del tour dell’artista", conclude Ricci: "Per quel che ci riguarda, l’obbiettivo di questo Consiglio di Amministrazione è assicurare sostenibilità e continuità a questo tipo di bandi: il fondo ex art. 7 L. 93/92, è costituito da proventi non distribuiti o distribuibili, ma diventando il settore della raccolta dei diritti connessi sempre più efficiente in termini di comunicazione e operatività la capienza di questo fondo tende a ridursi. Senza rinunciare a inseguire la massima efficienza, analiticità e trasparenza, di sistema, riteniamo che l’attività mutualistica e di sostegno alla categoria, sia fondamentale in un settore dove i proventi raccolti siano individualmente, per la maggior parte degli artisti, non altissimi e molto parcellizzati".

"Per tale ragione, in prospettiva, è nostro dovere esplorare altre fonti di mantenimento di tali bandi, quali il 'fondo 70 anni' [messo a disposizione dopo il prolungamento dei diritti connessi da 50 a 70 anni stabilito dal parlamento europeo nel 2013] o una quota fissa della copia privata audio", conclude Ricci: "Poi, certo, mi piacerebbe che ai bandi aderissero maggiormente anche premi e concorsi di generi musicali considerati 'minori' come ad esempio l'elettronica, il rap, il jazz, o di musica popolare essendo adesso la musica leggera la maggiore beneficiaria, e potenziare la circuitazione degli artisti vincitori all'estero, ma la misura delle ambizioni del progetto deve, comunque, fare il conto coi soldi a disposizione".

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