Eddie Vedder in concerto a Barolo: "Mai suonato così vicino alla cucina di qualcuno"

Il frontman dei Pearl Jam dopo l'esibizione a Firenze Rocks, si sposta a Barolo, nel cuore delle langhe cuneesi. Questo il report della serata

Eddie Vedder in concerto a Barolo: "Mai suonato così vicino alla cucina di qualcuno"

"Non ho mai suonato così vicino alla cucina di qualcuno", dice Eddie Vedder: a pochi metri in linea d'aria dal palco c'è un balcone, dove siede una 'elderly woman', che guarda incuriosita cosa succede nel centro della 'small town' Barolo. Sorride, e poi attacca proprio quella canzone, "Elderly woman behind the counter in a small town", cantata in coro dal pubblico.

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Il cantante sa come incantare una folla, che sia con i Pearl Jam o in versione solista come questa sera, che siano decine di migliaia di persone di un festival rock come a Firenze due sere fa, che siano poche migliaia come quelle stipate nella piccola piazza Colbert, nel centro delle cittàdina più nota delle Langhe. "20 anni di bevute hanno dato i loro frutti", scherzerà poco dopo, tirando fuori una bottiglia di Barolo: è un amante del re dei vini piemontesi, spesso presente sul palco durante i suoi concerti. Stasera sale sul palco con una birra, ma una bottiglia di rosso salterà magicamente fuori da una cassa sul palco e verrà condivisa con le prime file.

Lo show di Vedder segue la struttura consolidata di questo tour: diverse canzoni in solitaria con chitarra acustica o con l'elettrica, poi l'arrivo del quartetto d'archi che accompagna diversi brani a chiusura del set principale. Dopo un intermezzo strumentale del Red Limo String Quartet ("Jeremy"), Eddie torna e si siede all'organo, cantando una stupenda versione di "Isn't It a Pity" di George Harrison. Nel lungo bis ancora gli archi, poi sale sul palco con l'amico Glen Hansard, che aveva aperto la serata in solitaria, cantando brani del suo recente capolavoro "This wild willing". Tra queste "I'll be you, be me" introdotta dal racconto di come Ed Sheeran recentemente gli ha insegnato ad usare un pedale per la chitarra. A tal proposito rimanete sintonizzati: abbiamo girato, nel pomeriggio del concerto, una spettacolare session acustica con il cantante irlandese che pubblicheremo nei prossimi giorni.

Ma è ovviamente Vedder il vero protagonista. Struttura simile dello show, dicevamo, ma variano gli ingredienti in scaletta: sempre molte cover - questa sera tocca a brani di Cat Stevens, Cat Power, Beatles, Clash e un omaggio a Tom Petty che compare sullo schermo dietro il palco mentre Eddie suona "I won't back down". Poi brani solisti e soprattutto riletture minimali di brani dei Pearl Jam: ogni tanto un po' sghembi (come "Wishlist" all'elettrica), più spesso emozionanti ("Long road" e "Black" con gli archi: i punti più alti della serata) oppure trascinanti: le versioni semi-acustiche di "Better man" e "Porch" non fanno rimpiangere la band. Eddie sa come usare una chitarra e si vede...

Voce in splendida forma per una serata incantevole, migliore - a detta di chi le ha viste entrambi, di quella di Firenze dove era sembrato giù di corda, probabilmente per un po' di febbre. Comunque, un artista che gioca in un altro campionato, anche in questa versione.

(Gianni Sibilla)

Setlist

  1. Keep Me in Your Heart (cover di Warren Zevon)
  2. Don't Be Shy (cover di Cat Stevens)
  3. You've Got to Hide Your Love Away (cover dei Beatles)
  4. Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town (Pearl Jam)
  5. I Am Mine (Pearl Jam)
  6. Brain Damage (cover dei Pink Floyd)
  7. Sometimes (Pearl Jam)
  8. Good Woman (cover di Cat Power)
  9. Wishlist (Pearl Jam)
  10. Indifference (Pearl Jam)
  11. Far Behind
  12. Long Road (Pearl Jam)
  13. Guaranteed
  14. Can't Keep (Pearl Jam)
  15. Just Breathe (Pearl Jam)
  16. Better Man (Pearl Jam)
  17. Last Kiss (cover di Wayne Cochran)
  18. Porch (Pearl Jam)
  19. Encore:
  20. Jeremy (Red Limo String Quartet da soli)
  21. Isn't It a Pity (cover di George Harrison)
  22. Unthought Known  (Pearl Jam)
  23. I Won't Back Down (cover di Tom Petty)
  24. Black (Pearl Jam)
  25. Sleepless Nights (cover degli Everly Brothers)
  26. Song of Good Hope (cover di Glen Hansard)
  27. Falling Slowly (cover degli Swell Season)
  28. Society (cover di Jerry Hannan)
  29. Should I Stay or Should I Go (cover dei Clash)
  30. Hard Sun (cover di Indio)
  31. Rockin' in the Free World (cover di Neil Young)
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